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lunedì 17 dicembre 2018

Lavoro martedì 25 settembre 2018 ore 11:58

Unicoop Tirreno, protesta da Vignale a Roma

Filcams Cgil ha annunciato doppia manifestazione per mercoledì in occasione dell'incontro al Mise per la questione Unicoop Tirreno



PIOMBINO — Dopo la Campania, tocca al Lazio per la cessione di otto punti vendita Unicoop Tirreno. Coinvolti in questa operazione 270 lavoratori. Protestano lavoratori e sindacati che, dopo il blocco del Cda di lunedì a Vignale Riotorto, hanno organizzato una doppia manifestazione per mercoledì 26 Settembre.

“Inaccettabili i piani della cooperativa, Unicoop Tirreno conosce ancora il significato della parola cooperazione?”, ha detto Cinzia Bernardini di Filcams Cgil Toscana.

"Una decisione drastica che si aggiunge ai tanti errori degli ultimi anni, più volte denunciati dalle organizzazioni sindacali: - si legge in una nota di Filcams Cgil - dal franchising, al tentativo di terziarizzare i reparti pescheria, nonché alla sbagliata ristrutturazione di alcuni supermercati. La cooperativa ha inoltre dichiarato la volontà di cancellare tutta la contrattazione integrativa vigente con il duplice obiettivo di ottenere una importante riduzione del costo del lavoro tagliando i salari e di flessibilizzare l’organizzazione del lavoro per poter sostenere una riduzione delle ore".

In Toscana Unicoop Tirreno conta 58 punti vendita, con circa 2.400 dipendenti. Il timore per il sindacato che il contraccolpi della situazione generale della cooperativa possano arrivare anche in Toscana.

"La mobilitazione di sindacati e lavoratori contro questi piani non si ferma: lunedì si è svolto un presidio di protesta dei lavoratori del Basso Lazio (quelli con le sedi a rischio chiusura) presso la sede di Vignale Riotorto (Livorno). Mercoledì 26 Settembre giornata campale: nuovo sciopero con due presìdi in mattinata, uno davanti alla sede di Vignale Riotorto e uno davanti al Mise a Roma in concomitanza dell'incontro istituzionale sulla vertenza", hanno annunciato.

"Non sono condivisibili gli interventi sulla rete vendita e sono inaccettabili gli interventi sulla contrattazione presentati dalla dirigenza di Unicoop Tirreno per far fronte alla chiusura di bilancio negativa, si sceglie una via facile che dismette negozi e dipendenti e toglie diritti economici e normativi, per far fronte ad una situazione aziendale complessa che invece richiederebbe affidabilità, trasparenza e condivisione nei comportamenti e nelle azioni. - hanno sottolineato - Lo scorso anno i lavoratori e il sindacato hanno sottoscritto un accordo che prevede sacrifici, è stato fatto per un forte senso di responsabilità, che è quella che sembra mancare al gruppo dirigente, responsabilità verso le lavoratrici e i lavoratori che hanno poche colpe rispetto alla crisi di Unicoop Tirreno.
La cooperativa ultimamente ha parlato di ridiscutere insieme ai sindacati l’integrativo, ma un conto sono le parole, un conto i fatti".



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