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venerdì 14 dicembre 2018

Lavoro venerdì 07 settembre 2018 ore 10:42

Unicoop Tirreno, sindacati sul piede di guerra

Proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale dopo la presentazione di bilancio e piano industriale Unicoop Tirreno



PIOMBINO — Presentati dalla direzione aziendale di Unicoop Tirreno i dati di bilancio e il piano industriale. Obiettivo pareggio di bilancio nel 2019 e conseguimento di utili nel 2020.

A renderne conto sono i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che non ne sono rimasti per nulla soddisfatti. Proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale.

"Oltre a presentarci i dati più salienti dell'esercizio economico dell'anno 2017, i rappresentanti della cooperativa ci hanno comunicato quanto deliberato dal cda in ordine sia alla cessione a terzo soggetto dei negozi del Sud del Lazio (per un totale di 8 punti vendita, ndr) nei quali operano attualmente 270 fra lavoratrici e lavoratori", si legge in una nota dei sindacati che al contempo hanno segnalato la linea della cooperativa sul fronte risparmi riducendo i costi centrali, di energia, auto e manutenzione. Il cda ha anche deliberato l’avvio del progetto di fusione in Unicoop Tirreno di Distribuzione Lazio Umbria e di altre 4 società controllate. 

Sul fronte dei lavoratori la direzione ha invitato le organizzazioni sindacali a ridiscutere insieme il contratto integrativo aziendale.

Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno già detto che "si attiveranno immediatamente per richiedere al Mise di calendarizzare un incontro con la direzione di Unicoop Tirreno".

"Malgrado le rassicurazioni dei mesi precedenti si tornano infatti a chiedere ai dipendenti sacrifici importanti, tra cui l'azzeramento della contrattazione integrativa. - ha commentato la segretaria provinciale Filcams Cgil Pieralba Fraddanni - Anche alcuni negozi della Toscana potrebbero essere a rischio cessione. Contraccolpi su Livorno e provincia? Non possiamo saperlo: l'azienda ultimamente ha dimostrato di avere un comportamento non più credibile e di rimangiarsi la parola data".

L'obiettivo è una convocazione a Roma per il 19 Settembre, intanto è stato proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale.



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