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domenica 16 giugno 2019

Attualità venerdì 30 giugno 2017 ore 01:20

Otto anni dalla strage, Viareggio non dimentica

In cinquemila hanno partecipato al corteo per chiedere, ancora una volta, verità e giustizia per le 32 vittime del disastro ferroviario



VIAREGGIO — 29 giugno 2009 - 29 giugno 2017. Sono passati otto anni da quella notte d'inferno dove persero la vita 32 persone e in cinquemila si sono stretti ancora una volta intorno ai familiari delle vittime nel giorno del ricordo. 

Questo anniversario è il primo dopo il processo di primo grado che ha visto fra i condannati gli ex amministratori delegati di società del gruppo Ferrovie come Mauro Moretti, Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano.

Da questa mattina i fischi dei treni, con il loro lungo saluto, hanno ricordato quella notte d'inferno, quando il treno carico di gpl deragliò e innescò le esplosioni che strapparono dalle loro famiglie quelle 32 vite.

In testa al corteo, partito da via Ponchielli, la strada spazzata via dall'esplosione, lo striscione dell'associazione "Il mondo che vorrei", che riunisce i familiari delle vittime della strage di Viareggio, poi i gonfaloni dei Comuni della Versilia, il gonfalone della Regione Toscana, il sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro, il consigliere regionale Stefano Baccelli, e gli altri esponenti delle istituzioni locali.

Lungo il percorso del corteo sono state posate due corone d'alloro davanti alla sede della Croce Verde dove morì Rosario Campo e dove rimase gravemente ferita la moglie. 

Poi il momento del ricordo, sul palco allestito tra via Ponchielli e la ferrovia. Davanti al palco 32 sedie vuote, 32 sedie con sopra le magliette bianche con le immagini delle 32 vittime della strage. Le stesse magliette che hanno accompagnato i familiari durante il processo di primo grado.

Dal palco Luca Bassanese ha cantato la canzone dedicata al 29 giugno, una canzone che ha raccontato le storie di tutte le vittime della strage: Hamza, Sara, Emanuela, vite spezzate che si sono incrociate in una notte di tragedia.

A prendere la parola per primo il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro: "Ci sono date che fanno la storia, che restano nella memoria collettiva di una città, di un paese, di una comunità. Il 29 giugno 2009 è una di queste. E stasera siamo qua, per l’ottavo anno consecutivo, a ricordare le 32 vittime di quello che è stato uno dei peggiori disastri ferroviari accaduti in Italia".

Poi è stato proiettato il video di quella notte che si è trasformata nell'inferno in terra: le voci dei macchinisti e le immagini del deragliamento del treno. "È scoppiato tutto - dicono i ferrovieri nelle registrazioni - qua c'è la stazione in fiamme. Avvertite la protezione civile. Ci sono 14 cisterne di gas infiammabile".

Poi le immagini di via Ponchielli in fiamme, la gente che urla, le sirene delle ambulanze, e in un attimo sembra di essere lì, sembra di ritornare indietro di otto anni. Otto lunghi anni che sembrano ieri. E poi le immagini, quelle più dure, quelle della distruzione la mattina dopo, all'alba. Via Ponchielli rasa al suolo, senza più vita.

Dopo sul palco gli interventi dei familiari, che hanno raccontato i momenti dopo il disastro ferroviario. 

"Verità, giustizia e sicurezza. È grazie alla mobilitazione che la strage non è rimasta impunita. La lotta non l'abbiamo fatta da soli, grazie anche a Riccardo Antonini che per aiutarci ha perso il lavoro. Altro aiuto prezioso lo abbiamo avuto dal Motogruppo tartarughe lente. Tutto questo per ricordare che l'unione fa la forza, per avere giustizia vera e perché queste stragi non accadano più". 

"Prima c'era amore, affetto, sogni, desideri. Poi quell'istante di follia che ha distrutto tutto, l'esplosione della cisterna di Gpl. Una morte assurda e da quella notte niente è più come prima. C'è un prima e dopo da quella notte e il dopo è solo vuoto".

Dopo è stata la volta di Daniela Rombi, mamma di Emanuela Menichetti, morta a 21 anni dopo un mese di sofferenze per le gravi ustioni riportate. 

Le parole di Daniela Rombi sono state per la sicurezza ferroviaria. E ha ricordato che dopo il disastro ferroviario di Viareggio, c'è stato un'altro incidente a Grosseto, il 22 dicembre 2009. Quel treno che prese fuoco era lo stesso che deragliò a Viareggio, il carico era lo stesso, Gpl, la partenza era la stessa, Trecate, la destinazione è la stessa, Gricignano. Per i familiari bisogna quindi ancora insistere per mettere in sicurezza la rete ferroviaria italiana.

Poi ha preso la parola Marco Piagentini, che nella strage ha perso la moglie e due figli piccoli, uno si è salvato per miracolo. Nelle sue parole un appello accorato a tutte le istituzioni perché venga rispettata la sicurezza ferroviaria.

Poi i 32 rintocchi, come le vittime di quella notte incancellabile, e i loro nomi letti uno a uno accompagnati dai fischi dei treni.

Serena Margheri
© Riproduzione riservata



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