Da inizio anno in Italia sono stati confermati 265 casi di Dengue, 24 dei quali autoctoni e i restanti associati a viaggi all’estero (56% con luogo di esposizione Maldive). Lo rende noto l'Istituto superiore di sanità nel suo report sulle arbovirosi aggiornato all'8 Settembre. Non sono stati riscontrati decessi legati alla malattia. Dei 24 casi autoctoni di Dengue riscontrati sul territorio nazionale, 20 sono stati registrati in Toscana e 4 in Puglia.
Per quanto riguarda il focolaio toscano, nei giorni scorsi la Regione aveva fatto il punto della situazione confermando la presenza di diversi casi accertati tra persone che, nel mese di Agosto, hanno frequentato un’area circoscritta fra Piombino e Baratti. L'Istituto superiore di Sanità, nel report aggiornato all'8 Settembre, conferma ora un focolaio di 20 casi, tutti sintomatici, specificando che l'esposizione è avvenuta "In un comune della provincia di Livorno". L'Iss spiega che "Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore".
Nella giornata di oggi, la Regione ha reso noto che la maggior parte dei contagiati è in via di guarigione e che non sono stati registrati casi gravi.
"Il dato - sottolinea l'ente- conferma le rassicurazioni fornite dagli infettivologhi nei giorni scorsi. La Dengue si manifesta come una sindrome simil influenzale, le complicazioni sono rare e il quadro clinico si rivolve solitamente nel giro di una settimana. I sintomi più frequenti sono febbre, dolori muscolari o retro-orbitali, a volte può comparire un'eruzione cutanea. Non c'è una terapia specifica: si usa il paracetamolo contro febbre e dolori". La situazione continua comunque ad essere monitorata con attenzione dall'ente e dalle Asl.
La stessa Regione torna a sottolineare l'importanza di adottare accorgimenti utili a limitare la proliferazione delle zanzare, principale vettore della malattia che non si trasmette direttamente da persona a persona, ma attraverso la puntura di zanzare infette (e in particolare la zanzara tigre). In questo senso, gli interventi di disinfestazione restano un'arma importante, ma non è l'unica:
Il consiglio è infatti quello di evitare i ristagni d’acqua in sottovasi, innaffiatoi e secchi. E’ utile svuotare ogni due o tre giorni i contenitori lasciati all’aperto, come le ciotole degli animali e le piscine gonfiabili. E’ raccomandato coprire le cisterne e i contenitori in cui si raccoglie l’acqua piovana e tenere pulite fontane e vasche. E’ consigliabile proteggersi dalle possibili infezioni causate dalle punture indossando indumenti lunghi e chiari, utilizzando repellenti per gli insetti o dotandosi di zanzariere alle porte e finestre di casa.