Lavoro

Accordi di programma, la Cgil lancia l'allarme

"Si rischia di premiare aziende che poi lasciano a casa migliaia di lavoratori" denuncia il sindacato, che alla Regione chiede di aprire un confronto

Gli accordi di programma siglati dalla Regione Toscana nelle aree di crisi e gli incentivi per la riassunzione degli ex lavoratori della zona rischiano di fallire, e portare alla perdita del lavoro per 2/3 della manodopera locale. A lanciare l'allarme è la Cgil toscana, per bocca di Mirko Lami, per anni rappresentante sindacale alle acciaierie Lucchini e ora componente della segreteria regionale.

Gli aiuti messi in campo negli accordi, spiega, prevedono sistemi premianti per chi assume lavoratori della zona che hanno perso il lavoro o che godono degli ammortizzatori sociali, e per quelle aziende locali che vogliono ripartire attraverso investimenti e innovazioni. "Quello che sta accadendo - denuncia Lami - è che le grandi aziende, con un ampio indotto locale per lavori di manutenzione, stanno facendo delle gare di appalto al ribasso, e dopo tanti anni le imprese del territorio perdono la gara a fronte di aziende provenienti da altre regioni, in alcuni casi dal profondo Sud e che hanno vinto la gara avendo presentato preventivi molto più bassi e che andranno ad incidere sul personale e a sua volta nella sicurezza sul lavoro". 

Di qui la richiesta del sindacato alla Regione di un incontro in tempi brevi per scongiurare questa prospettiva. In termini numerici, secondo Lami, il rischio è che su 300 lavoratori oggi presenti, ne restino circa 100, mentre gli altri saranno accompagnati al licenziamento attraverso gli ammortizzatori sociali.