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Il Ministero deve risarcire la prof precaria per 13 anni

La docente ha firmato 13 contratti annuali per insegnare nel medesimo istituto: la Corte d'appello le dà ragione e respinge il ricorso del Ministero

Ha fatto causa al Ministero dell'Istruzione per i continui reclutamenti come supplente con contratti a termine per 10 anni e, alla fine, ha ottenuto un risarcimento.

È questo infatti quanto disposto dai giudici della Corte d'appello di Firenze, che hanno dato ragione alla docente di lingua spagnola che, nella medesima scuola, dall'anno scolastico 2009-2010 a quello 2024-2025 ha firmato 13 contratti annuali con termine 30 Giugno. Oltre il triplo del limite europeo di 36 mesi.

L'insegnante, nel 2020, ha poi vinto il concorso ordinario, classificandosi al primo posto. L'immissione in ruolo, però, è avvenuta soltanto dal 1° Settembre 2025. Per questo, per il Ministero, la docente non avrebbe avuto diritto ad alcun indennizzo, perché appunto stabilizzata.

La Corte d'appello, infatti, ha deciso che l'entrata in ruolo non costituisce motivo di "sanatoria" e ha confermato la sentenza già emessa dal Tribunale di Arezzo, che era stata impugnata dal Ministero. Alla fine, quest'ultimo dovrà versare alla donna appunto un risarcimento, quantificato in quattro mensilità per ogni anno di precariato.