Nei giorni scorsi i carabinieri hanno arrestato due donne di 52 e 35 anni per ipotesi di reato riconducibili a una truffa sfociata in rapina ai danni di una pensionata di 73 anni di Aulla.
Secondo una prima ricostruzione, la pensionata sarebbe stata contattata sull'utenza fissa da un sedicente "Maresciallo dei carabinieri", venendo indotta a fornire il proprio numero di cellulare per avviare una videochiamata. Durante il collegamento, all'anziana sarebbe stato riferito di accertamenti in corso relativi a un'auto a lei intestata, e che i truffatori sostenevano essere stata utilizzata per un furto in una gioielleria. Con il pretesto di effettuare verifiche e mettere al sicuro i beni, alla pensionata sarebbe stato quindi preannunciato l'arrivo di una “collega”.
Pochi minuti dopo, una delle due indagate si sarebbe presentata alla porta dell'abitazione, mentre la seconda sarebbe rimasta defilata con funzione di palo. Al fine di farsi consegnare oro e denaro contante, la finta incaricata avrebbe minacciato la vittima paventando l'arresto per "oltraggio a pubblico ufficiale" qualora non avesse ottemperato alle richieste. Intimorita, l'anziana ha consegnato averi per un valore complessivo di circa 6.000 euro.
Resasi tuttavia conto dell'anomalia durante le fasi della consegna, la donna si è insospettita e ha iniziato a seguire a piedi le due presunte autrici del fatto, chiedendo aiuto ai vicini e ai passanti, i quali sono riusciti a rallentarne la fuga. L'immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri di Fivizzano e del personale del Norm di Pontremoli, che si trovavano già in zona per analoghi specifici controlli, ha consentito di individuare e bloccare le due donne.
L'intera refurtiva è stata recuperata dai militari e restituita alla proprietaria.
Nella serata di ieri, al Tribunale di Massa, al termine dell'udienza di convalida e rito direttissimo, il giudice ha convalidato l'arresto e applicato nei confronti di entrambe la misura cautelare della custodia in carcere. Le due donne sono state quindi trasferite nel carcere di Sollicciano.