Silenzio, parla l’Universo. E Virgo, tra fasi di aggiornamento e potenziamento, si mette all'ascolto, per captare le onde gravitazionale e scoprirne i segreti.
L’Osservatorio Gravitazionale Europeo-Ego di Cascina, che fa parte di una rete di rivelatori internazionali, è stato creato 20 anni fa, l’11 Dicembre 2000, dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), un’istituzione pubblica, scientifica e tecnologica francese, e dall’italiano Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La NWO-I, Fondazione degli Istituti di Ricerca Scientifica dei Paesi Bassi, rappresentata dal Laboratorio Nikhef, è entrata a far parte del Consorzio come membro associato il 22 Marzo 2022, seguito nel 2025 dalle Fondazioni di ricerca belghe FWO (la Fondazione per la ricerca nelle Fiandre) e FNRS (Fondo per la ricerca scientifica). Ego conta attualmente cinque istituzioni finanziatrici di quattro Paesi membri. Virgo, una delle tre antenne al mondo insieme alle due statunitensi e a un’altra che sta iniziando appena a funzionare in Giappone, ma l'unica in Europa, indaga i fenomeni cosmici e ha permesso di effettuare importanti scoperte, come la prima osservazione di fusione di due stelle di neutroni.
Massimo Carpinelli, da quasi quattro anni è direttore di Ego. Docente dell'Università di Milano Bicocca e associato all'Istituto Nazionale Fisica Nucleare, ha studiato e insegnato all'Università di Pisa, ed è stato anche rettore dell'Università di Sassari.
Professore, ci racconta che cos’è Virgo oggi?
L’interferometro Virgo è una delle tre antenne gravitazionali più grandi e sensibili al mondo, ed è ovviamente un orgoglio poterla ospitare in Toscana. Qui è dove lavorava Adalberto Giazotto, ricercatore dell’INFN, pioniere della fisica che ha iniziato a livello mondiale lo studio sulle onde gravitazionali e se vogliamo trovare connessioni storiche ripercorrendo le origini e il passato, Pisa è la terra di Galileo Galilei. Così l’Osservatorio è anche un elemento fondamentale per il territorio sia dal punto di vista turistico sia da quello occupazionale. Una media di 10mila persone visita i nostri laboratori.
Quante persone lavorano a Virgo?
Direttamente in loco ci sono un’ottantina di dipendenti che hanno il compito di mantenere la struttura efficiente e tanti altri ricercatori, circa un migliaio, che contribuiscono al suo funzionamento e ne analizzano i dati. Provengono da tutta Europa, dalla Polonia alla Spagna, dalla Germania alla Grecia. Ma possiamo contare anche su molte collaborazioni internazionali, Nella ricerca non si sono barriere.
Su quali tematiche e attività si è concentrato durante questi anni del suo incarico?
La vita di questi laboratori, sempre attivi 24 ore su 24, è caratterizzata da più fasi. C’è quella di acquisizione dati e quella in cui il rilevatore viene fermato per migliorare e potenziare le sue performance. Stiamo terminando il periodo di aggiornamento tecnologico e nell’immediato, verso la fine dell’anno, si aprirà un altro periodo in cui Virgo riprenderà i dati.
Quali sono i prossimi progetti?
Abbiamo dedicato gli ultimi tempi a divulgare il lavoro di Virgo, a renderlo fruibile al pubblico, partecipando a moltissime manifestazioni in giro per l’Italia. Del resto per chi fa ricerca è giusto e indispensabile seminare la voglia di conoscenza. L’osservatorio è un luogo tutto da scoprire, con visite e attività per adulti e bambini. Abbiamo puntato molto sugli open day con proposte per studenti e occasioni di incontro. Con laboratori dedicati a tutte le fasce di età e di curiosità per approfondire i principi fondamentali della ricerca delle onde gravitazionali o ascoltare la “musica” del cosmo. Abbiamo poi migliorato l’infrastruttura che negli ultimi anni, soprattutto durante la pandemia, era stata trascurata. Ed oggi possiamo accogliere molti più ricercatori di una volta.