La fuga dei cervelli è uno degli argomenti sempreverdi del dibattito italiano. Ovvero, i laureati italiani che, dopo aver affrontato le Università del nostro Paese, vanno a spendere le proprie competenze all'estero, attratti da stipendi più alti, opportunità maggiori e condizioni di lavoro migliori. Ma è solo una faccia della medaglia, anche per la Toscana.
Lo testimonia l'elaborazione fatta dalla Cgia di Mestre sui dati di Istat, che prendono in considerazione il flusso dei giovani tra 25 e 34 anni con almeno una laurea triennale. E se è vero che in Italia il saldo sui laureati italiani è ampiamente negativo, con oltre 114mila laureati che si sono cancellati dall'anagrafe a fronte di sole 35mila nuove iscrizioni, il discorso cambia per i laureati stranieri.
In Toscana, per esempio, mentre il saldo per i laureati italiani tra 2019 e 2024 è negativo per 3.781 unità, per quelli stranieri è positivo per 6.448. Infatti, si sono iscritti all'anagrafe 7.227 laureati stranieri, a fronte delle sole 779 cancellazioni. E il saldo complessivo è dunque favorevole, perché il saldo dei laureati stranieri è maggiore di 2.667 unità del saldo dei laureati italiani.
Quindi, mentre i laureati italiani se ne vanno, quelli stranieri arrivano e, spesso, restano. Il dato della Toscana è il quarto a livello nazionale: in cima alla classifica c'è la Lombardia, mentre all'ultimo posto si trova la Campania.