Cronaca

Consip, la procura di Roma dice no a Scafarto

Il capitano del Noe accusato di falso e rivelazione di segreto d'ufficio aveva chiesto di trasferire l'inchiesta a suo carico a Napoli o a Firenze

La procura di Roma ritiene di essere competente per indagare sul capitano del Noe dei Carabinieri di Napoli Giampaolo Scafarto, indagato per falso e rivelazione di segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta su alcuni superappalti della centrale acquisti pubblica Consip (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Erano stati gli avvocati difensori di Scafarto a chiedere il trasferimento dell'attività investigativa relativa al loro assistito dalla procura di Roma ad un'altra procura, indicando quella di Napoli, dove Scafarto è di stanza attualmente, oppure quella di Firenze, dove l'ufficiale ha lavorato in passato.

I pm romani hanno però respinto l'istanza e a questo punto i difensori di Scafarto possono presentare ricorso in Cassazione.

Giampaolo Scafarto è accusato di falsificato in alcuni punti le informative trasmesse ai pm titolari dell'inchiesta Consip, introducendo elementi non corripondenti al vero che aggravavano la posizione di alcuni indagati come Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd Matteo, accusato di traffico di influenze illecite; Scafarto è anche accusato di aver trasmesso informazioni coperte dal segreto d'ufficio a due ex colleghi del Noe ora in servizio presso l'Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna).