Economia

Consumi e turismo traino dell'economia toscana

L'analisi congiunturale sul primo semestre 2026 arriva da Banca d'Italia e accende i riflettori su una dinamica di crescita moderata

Il turismo fa da motore all'economia regionale

Moderata crescita, per l'economia toscana nel primo semestre 2026 sostenuta prevalentemente dai consumi delle famiglie e dalla spesa turistica: parola di Banca d'Italia, il cui indicatore trimestrale dell'economia regionale (Iter) ha segnalato nei primi sei mesi dell'anno un aumento del prodotto dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, lievemente inferiore a quello stimato per l'Italia ma superiore alla media del 2025. 

"L'indicatore coincidente Regio-coin, che coglie l'andamento delle componenti di fondo del Pil, mostra un rafforzamento della congiuntura nei primi mesi dell'anno, seguito da un rallentamento nel secondo trimestre, in connessione con il nuovo peggioramento del quadro macroeconomico legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran", recita il report congiunturale firmato Bankitalia.

A livello settoriale, l'industria ha proseguito il lento recupero avviato nella seconda metà del 2025, con una dinamica del fatturato migliore per le imprese di maggiori dimensioni. Le esportazioni sono ancora cresciute in modo marcato, ma quasi esclusivamente per l'aumento dell'export di metalli preziosi. 

Nelle costruzioni la crescita ha continuato invece a rallentare, beneficiando comunque dell'ultimazione dei lavori per opere pubbliche finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L'attività del terziario, pur risultando nell'insieme debole, ha mostrato andamenti più positivi nei servizi legati al turismo, grazie all'incremento delle presenze di viaggiatori stranieri. 

Le condizioni economiche e finanziarie delle imprese sono rimaste nel complesso solide, con indicatori di redditività e liquidità ancora favorevoli; si è tuttavia leggermente ampliata la quota di aziende che prevede di chiudere l'esercizio in perdita, un andamento che potrebbe riflettere l'aumento dei costi operativi osservato nel corso dell'anno. L'elevata incertezza ha frenato la ripresa degli investimenti: la maggior parte delle imprese ha confermato i programmi formulati alla fine del 2025, che prefiguravano un ristagno dell'accumulazione di capitale.

Occupazione e credito

Nel primo semestre l'occupazione regionale si è mantenuta sostanzialmente invariata ed è diminuito il ricorso agli ammortizzatori sociali. 

Il potere di acquisto delle famiglie è aumentato, ma la crescita del reddito nominale è stata gradualmente controbilanciata dal rialzo dell'inflazione, sospinta dalla componente energetica. I consumi in regione hanno comunque continuato a espandersi a ritmi moderati, sostenuti anche dall'accesso al credito e dalla spesa turistica.

I prestiti al settore privato non finanziario sono aumentati, riflettendo la dinamica del credito alle famiglie, mentre i finanziamenti alle imprese hanno continuato a ridursi. Sulla debolezza del credito al settore produttivo ha inciso ancora la contrazione dei prestiti alle imprese di minore dimensione, mentre quelli destinati alle altre aziende sono rimasti sostanzialmente stabili. La qualità del credito si è mantenuta elevata. 

I depositi bancari hanno registrato una lieve accelerazione e il valore di mercato dei titoli a custodia detenuti da famiglie e imprese è aumentato sensibilmente.