Attualità

Alluvione in biblioteca ma è un'esercitazione

La simulazione ha messo alla prova il nuovo modulo specialistico della Colonna mobile regionale per la salvaguardia e la tutela dei beni culturali

Testare procedure e capacità operative legate alla salvaguardia dei beni culturali mobili in caso di calamità. Questo l'obiettivo di una complessa esercitazione che oggi ha messo alla prova il nuovo modulo specialistico della Colonna Mobile Regionale di Protezione civile per la salvaguardia e la tutela dei beni culturali mobili in caso di eventi calamitosi.

La simulazione, che si è svolta a Palazzo Cerretani, sede della Biblioteca Pietro Leopoldo della Regione, conclude un percorso di formazione ad hoc durato due settimane, che ha visto 80 tra funzionari degli enti pubblici, personale del Ministero della Cultura e volontari specializzati, guidati da 25 docenti provenienti dalle principali istituzioni competenti nella tutela del patrimonio culturale e nella gestione delle emergenze.

Il corso che si è appena concluso è il primo realizzato in Italia sulla base degli indirizzi operativi emanati nel Dicembre scorso dal Ministero della Cultura e dal Dipartimento nazionale della Protezione civile.

L'esercitazione si è svolta a pochi giorni dal 60esimo anniversario dell’alluvione del 1966. "La Toscana  - ha sottolineato il presidente della Regione Eugenio Giani- continua a trasformare quella tragedia in conoscenza, innovazione e capacità operativa. Questa esercitazione dimostra come la nostra Protezione civile che ringrazio per il consueto impegno e professionalità, sia oggi all’avanguardia non solo a livello nazionale, ma anche europeo nella costruzione di modelli integrati per la salvaguardia dei beni culturali durante le emergenze. Mettere in sicurezza il patrimonio storico significa proteggere la nostra identità e trasmetterla alle generazioni future".

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika, è intervenuto in video collegamento per ringraziare personale e volontari coinvolti nell'esercitazione: "Siamo orgogliosi del percorso che state facendo nell’ambito della tutela dei beni culturali in situazioni di emergenza, insieme a tante realtà diverse. È un esempio forte quello che diamo nell’unirci, perché davanti al cambiamento climatico e alle emergenze che possono accadere non ci sono confini amministrativi. C’è un patrimonio di professionalità che potrà essere messo a disposizione non solo del territorio regionale ma dell’intero Paese nei momenti di maggiore necessità. Il vostro impegno fa sentire la nostra Toscana più sicura".

L’esercitazione si è svolta in  collaborazione con il Comune e la Città Metropolitana di Firenze, con il coinvolgimento di Soprintendenze, Opificio delle Pietre Dure, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, vigili del fuoco, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Conferenza Episcopale Toscana e numerose associazioni di Protezione civile che negli anni hanno contribuito alla realizzazione del modulo (Anpas, Cri, Misericordie della Toscana, Racchetta, Vab, insieme al Soccorso alluvionale Swrtt, l’Associazione nazionale carabinieri, Anpana, Emergens Odv, Cisom, Prociv, Arci).