Crollo occupazionale, picchi di cassa integrazione, salari fermi e una crisi che pare non trovare risposta: per questo e non solo Cgil, Cisl e Uil Toscana hanno proclamato per giovedì prossimo 9 luglio per l'intera giornata il primo sciopero regionale dei settori industriali e manifatturieri, con manifestazione a Firenze.
L’iniziativa è stata presentata a Firenze presso la sede Cisl Toscana, alla presenza di Fabio Berni (segreteria Cgil Toscana), Silvia Russo (segretaria generale Cisl Toscana) e Paolo Fantappiè (segretario generale Uil Toscana).
Lo sciopero riguarda le lavoratrici e i lavoratori delle imprese riconducibili ai comparti connessi alle attività manifatturiere (sezione Ateco C), alla fornitura di energia elettrica e gas, al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti (sezioni Ateco D, E).
Lo sciopero: i perché, gli obiettivi
"La Toscana - spiega una nota congiunta della triplice sindacale - attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni per il proprio sistema industriale. La crisi della moda, della pelletteria, del tessile, della meccanica, dell'automotive e della siderurgia sta colpendo migliaia di lavoratrici e lavoratori, centinaia di imprese e interi distretti produttivi".
A questo scenario si aggiungono le sfide della transizione ecologica, energetica e dell'intelligenza artificiale, che senza adeguate politiche industriali e regole condivise rischiano di trasformarsi in ulteriore perdita di occupazione.
"Per arrestare la deindustrializzazione e rilanciare il settore chiediamo: al Governo, una vera politica industriale nazionale che affronti le crisi con una strategia complessiva e rilanci le filiere produttive; alle imprese, ai grandi gruppi e ai brand, di assumersi la responsabilità di investire sul territorio e sul lavoro, dopo anni di utili rilevanti che non si sono tradotti né in investimenti né in salari più alti; alla Regione Toscana, di convocare con urgenza un tavolo permanente sull'industria e sulle filiere produttive, coinvolgendo sindacati, imprese, istituzioni e grandi marchi".
Tutti i numeri della crisi
Secondo dati frutto di elaborazione Ires, tra il 2008 e il 2025 le unità di lavoro a tempo pieno nell'industria sono diminuite mediamente del 3,9% in Toscana, con punte del -5% a Firenze e Pistoia.
Nel primo trimestre 2026 sono state autorizzate 5,58 milioni di ore di cassa integrazione nell'industria, oltre il 90% del totale regionale. La situazione più critica riguarda la moda, con oltre 2,3 milioni di ore tra cassa ordinaria e straordinaria.
Dal 2015 al 2024 la produzione industriale toscana è aumentata dell'86,5% e le imprese hanno realizzato quasi 28 miliardi di euro di utili, di cui 10,5 miliardi nella moda. Nello stesso periodo, però, i salari reali sono cresciuti mediamente di appena l'1% e in oltre metà dei comparti industriali i lavoratori hanno perso potere d'acquisto.
Quanto ai contributi pubblici, tra il 2015 e il 2024 le imprese manifatturiere toscane hanno ricevuto circa 2,85 miliardi di euro di risorse pubbliche. Tuttavia questi contributi non si sono tradotti in un adeguato aumento degli investimenti produttivi né dei salari.
La manifestazione
La manifestazione di Firenze prevede il concentramento in piazza Bambine e Bambini di Beslan alle 9,30. Il percorso toccherà viale Strozzi, via Ridolfi, piazza Indipendenza, via XXVII aprile e piazza San Marco con arrivo in via Cavour davanti alla Prefettura.
Qui sono in programma gli interventi dei segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Toscana Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè.
"In occasione della manifestazione - annunciano i sindacati - una delegazione di sindacalisti sarà ricevuta in Confindustria Toscana, in Regione Toscana e in Prefettura per illustrare ragioni e scopi della mobilitazione".
Hanno detto
Secondo Fabio Berni della segreteria Cgil Toscana, “lo sciopero e la manifestazione del 9 luglio nascono da una situazione ormai drammatica per il sistema industriale toscano. Non è più sufficiente affrontare le crisi una per una: servono una vera politica industriale e una strategia condivisa per rilanciare il manifatturiero, che rappresenta un pilastro dell’economia regionale".
"I numeri parlano chiaro: in alcune filiere - aggiunge - gli ammortizzatori sociali straordinari sono aumentati del 1.280% tra il 2023 e il 2025, mentre negli ultimi dieci anni 28 miliardi di profitti sono stati reinvestiti solo in minima parte".
“Quello del 9 Luglio - sottolinea Silvia Russo (segretaria generale Cisl Toscana) - è il primo sciopero regionale dell’industria e della manifattura in Toscana. Una mobilitazione necessaria per riportare al centro dell’attenzione la grave crisi che sta colpendo l’intero sistema produttivo regionale".
“Ci aspettiamo una grande partecipazione alla manifestazione - afferma Paolo Fantappiè (segretario generale Uil Toscana) - perché la crisi che sta attraversando l’industria toscana è ormai profonda e coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori. Oggi sono aperti decine di tavoli di crisi che interessano circa migliaia di persone e, soprattutto, manca una prospettiva industriale capace di guardare oltre l’emergenza. La Toscana non può vivere soltanto di turismo e servizi: senza un manifatturiero forte si indebolisce l’intero sistema economico regionale".