Sessantaquattro chili di droga sequestrati, soldi a fiumi e 31 misure personali fra custodie cautelari e arresti in flagranza: è la misura del colpo inferto alla criminalità organizzata fra il 2025 e i primi mesi del 2026 dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Firenze, sotto il coordinamento della procura - Direzione distrettuale antimafia di Firenze, avvalendosi del Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico).
Gli stupefacenti sequestrati sono stati in dettaglio 33 chili di cocaina, 18 chili di hashish e 13 chili di marijuana.
Obiettivo e strategia: "Colpire il patrimonio", spiegano gli investigatori. E proprio sul versante patrimoniale ammonta a circa 344mila euro il denaro contante, ritenuto provento delle attività illecite, sottoposto a sequestro.
"Seguire il denaro"
"L’inchiesta aveva privilegiato un approccio patrimoniale, ovvero seguire il denaro", è stata la pista che ha mirato all'architettura economica del sodalizio criminale che agisce in modo "meno rumoroso, meno esibito, ma capace di insinuarsi nei gangli dell’economia reale con metodo e pazienza".
I finanzieri specificano: "La vera trama non è geografica, ma economica: radicarsi, investire, consolidare. Trasformare il denaro illecito in presenza stabile, in influenza silenziosa, in potere di mercato. Colpire il patrimonio significa incidere sulla capacità di rigenerazione dell’organizzazione; significa impedire che il profitto si trasformi in potere economico. Significa proteggere il mercato prima ancora che reprimere il reato".