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Erogazioni alla cultura, Toscana al vertice per l'Art Bonus

Lo strumento varato nel 2014 per favorire il mecenatismo trova terreno fertile nella nostra regione: in dodici anni raccolti 158 milioni di euro

Sui circa 1,2 miliardi di euro di erogazioni liberali per la cultura, nell'ambito dello strumento dell'Art Bonus, la Toscana è seconda in Italia, con oltre 158 milioni raccolti in poco più di dieci anni.

Il dato arriva direttamente da "Più Fundraising, più cultura", giornata di formazione e approfondimento sui temi del fundraising dedicata agli enti e alle iniziative culturali della toscana, in cui si è parlato anche di Art Bonus. Si tratta degli uno degli appuntamenti il programma di sensibilizzazione sul tema della raccolta fondi in ambito artistico e culturale, promosso da Scuola di Fundraising di Roma e Patrimonio Cultura società benefit.

Da quando è stato introdotto nel 2014, l'Art Bonus, ovvero il credito d'imposta per le donazioni in denaro a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, ha appunto raccolto oltre un miliardo in tutta Italia. E quasi l'8% soltanto in Toscana, seconda alle spalle della Lombardia, dove addirittura si è raggiunta la cifra di 414 milioni.

Guardando alla suddivisione per province, l'ammontare più alto si registra a Firenze con 89,3 milioni, seguita da Lucca con 32 milioni e Pistoia con 14 milioni. Il 52% delle erogazioni liberali in Toscana è andato per il sostegno agli enti dello spettacolo, il 34% per il restauro e la manutenzione del patrimonio culturale e il 13% per la valorizzazione dei luoghi della cultura.

"Il tema affrontato mi sta particolarmente a cuore ed è centrale per la Regione Toscana, che è stata la prima in Italia a varare una legge sull’Art Bonus regionale, affiancandolo a quello nazionale che, dal 2014, sta raccogliendo fondi significativi per il sostentamento della cultura - ha spiegato Cristina Manetti, assessora regionale alla Cultura - la Toscana è stata pioniera e ancora oggi è tra le pochissime regioni che affiancano all’Art Bonus nazionale uno strumento regionale, con un investimento complessivo di un milione di euro: 500mila euro in mancate entrate Irap e 500mila euro di Art Bonus vero e proprio. Un aspetto particolarmente innovativo è l’apertura anche alle partite Iva, una possibilità che l’Art Bonus nazionale non prevede".