Cronaca

In carcere a 75 anni, muore poco dopo

La denuncia dell'associazione Antigone su Sollicciano e poi la visita dell'assessora regionale: "Occorre chiedersi se doveva stare lì"

Un altro caso di cronaca riguarda il carcere di Sollicciano. Dopo il sequestro di sette sezioni disposto dal Tribunale di Firenze nell'ambito di un'inchiesta sulle condizioni igienico-sanitarie da parte della Procura, nei giorni scorsi un detenuto di 75 anni è morto pochi giorni dopo essere entrato nella struttura.

Lo ha denunciato l'associazione Antigone, che dagli anni Novanta si occupa di garantire i diritti nel sistema penale e penitenziario, riportando le segnalazioni dell'associazione Pantagruel che era stata riportata da Il Corriere Fiorentino. "Era entrato in carcere circa due settimane fa per scontare una pena di quattro anni - hanno scritto - nei giorni precedenti all'ingresso in carcere era stato colpito da un ictus".

Nella giornata di oggi, giovedì 2 Luglio, il carcere è stato visitato dall'assessora regionale alla Sanità e alle Politiche sociali, Monia Monni, insieme al direttore generale dell'Ausl Toscana Centro, Valerio Mari.

"C'è grande preoccupazione per il degrado in cui il personale sanitario deve lavorare - ha spiegato l'assessora regionale - solo dentro Sollicciano lavorano 150 sanitari, che buttano il cuore oltre l'ostacolo ogni giorno. Il detenuto scomparso di 75 anni aveva varie comorbilità, problemi legati a un post ictus e problemi cardiologici importanti: è stato molto seguito dai sanitari e visitato più volte, anche le visite cardiologiche venivano svolte due volte al giorno. È entrato il 19 Giugno e, verosimilmente, il grande caldo nella struttura ha accelerato i suoi problemi. Ha avuto tutte le attenzioni possibili ed era seguito dai medici, ma bisogna chiedersi se una persona di 75 anni, che ha avuto un ictus e con problemi cardiologici seri debba stare in carcere".