Cronaca

La miniera d'oro delle fatture false

Smascherato un giro di operazioni inesistenti imbastite in cambio di vantaggi fiscali. Le società perquisite gravitano attorno a un outlet a Reggello

Al centro dell'inchiesta coordinata dai pm fiorentini Luca Turco e Christine Von Borries sono finiti sei imprenditori e un gruppo di società che a loro fanno riferimento. Alcune gravitano intorno a un outlet di Reggello. 

La procura ha ordinato alla Guardia di Finanza nel quadro delle indagini avviate già da qualche tempo su una serie di reati fallimentari e fiscali. Nello specifico, si indaga per "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti" e "per emissione di fatture". Proprio le fatture, infatti, erano usate e registrate nelle contabilità delle aziende per giustificare le spese e dimostrare, con lavori che secondo gli investigatori non sono mai stati eseguiti, passività di bilancio utili per decurtare il reddito imponibile. Il tutto grazie ai costi fittizi. 

Sempre secondo le ipotesi degli investigatori, nelle aziende che emettevano le false fatture, i presunti redditi acquisiti, ma in realtà irreali, sarebbero serviti per dimostrare alle banche l'esistenza di crediti, o comunque di un giro d'affari necessario a mantenere i finanziamenti. 

Nelle perquisizioni eseguite dalla finanza sono coinvolte una decina di società tra Firenze, Figline, Scandicci, Barletta, per cercare indizi, soprattutto documenti contabili e bancari, rubriche, agende, annotazioni, appunti, corrispondenza.