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La Toscana dichiara guerra al glifosato

La Toscana sempre più green: dal 31 dicembre 2021 sarà una regione libera dal glifosato. Questo l'obiettivo presentato dal presidente Enrico Rossi

La Toscana libera dal glifosato a partire dal 31 dicembre 2021 grazie a regole più stringenti sull'uso dell'erbicida e con intese con le associazioni e le imprese. Le nuove disposizioni regionali sono state illustrate dal presidente Enrico Rossi insieme agli assessori all'ambiente Federica Fratoni e all'agricoltura Marco Remaschi. 

Da subito si vieta l'uso del glifosate nelle aree di salvaguardia dei punti di captazione delle acque sotterranee con utilizzo idropotabile (in precedenza il divieto riguardava solo le acque idropotabili superficiali). Al tempo stesso si procede con la revisione annuale delle sostanze ammesse dal PUFF (Piano di utilizzazione per l'impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti).

L'elenco regionale, in linea con l'elenco ministeriale, eliminerà le sostanze attive vietate all'interno delle aree di salvaguardia di captazioni da acque superficiali e sotterranee. Si stabilisce anche di vietare l'utilizzo del glifosate in ambito extra-agricolo eliminando il rilascio di nulla osta per motivi eccezionali (ad esempio lungo i binari delle ferrovie).

Già pronto anche un protocollo da sottoscrivere con il mondo del vivaismo. L'impegno riguarda anche l'incentivo all'agricoltura biologica con un prossimo intervento da 15 milioni nell'ambito del Piano di sviluppo rurale annunciato dall'assessore Marco Remaschi. E presto ci sarà anche un marchio da apporre su prodotti ma anche parchi e giardini non trattati con glifosate.

La Toscana procede anche con la revisione delle sostanze ammesse dall'elenco regionale, in linea con quello ministeriale, dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti.

Tra le azioni che tendono a limitare il glifosate pe il 2020, la Regione si impegna ad aprire il Bando della misura 11 "Agricoltura Biologica" del PSR 2014-2020 con le risorse che si renderanno disponibili e dare così nuove opportunità a chi vuole incrementare la coltura bio.