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Laurea honoris causa a Sergio Mattarella

Il capo dello Stato è stato accolto da una standing ovation alla cerimonia dell'università di Firenze. Poi la visita all'Istituto della Resistenza

Il presidente Mattarella durante la sua lectio magistralis

Mattinata toscana per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui l'università di Firenze ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Politica, Istituzioni e Mercato.

Il capo dello Stato è arrivato nel capoluogo toscano per ricevere l'onorificenza alle 11 in punto, accolto con una standing ovation da parte dei presenti nella sala del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino scelta per la cerimonia, inserita nel contesto delle celebrazioni per i 150 anni della Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”.

Dopo l'esecuzione degli inni d'Italia e d'Europa da parte del coro, l’apertura dell'evento è stata affidata al saluto della rettrice Alessandra Petrucci. Sono poi seguiti gli interventi del direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali Alessandro Chiaramonte e del presidente della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri” Andrea Lippi. La presidente del corso di laurea in Politica, Istituzioni e Mercato Maria Grazia Pazienza ha pronunciato la laudatio.

Il titolo è stato poi conferito al presidente Mattarella dalla rettrice Petrucci, che ha dato lettura della motivazione. Poi la lectio magistralis del presidente della Repubblica.

Al termine della cerimonia al Teatro del Maggio, l'agenda fiorentina di Sergio Mattarella si è completata con la visita all’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea dove ha incontrato il presidente Vannino Chiti e il direttore Matteo Mazzoni, oltre ai componenti del consiglio direttivo e il personale.

A Mattarella sono stati donati i tre recenti volumi, curati dal professor Pier Luigi Ballini, dedicati a La Resistenza in Toscana - I verbali del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (ottobre 1943 - giugno 1945), pubblicati dalle Edizioni del Consiglio regionale fanno riferimento ai documenti dell’archivio dell’Istituto. 

È stato inoltre mostrato il Vassoio di Ventotene, anch’esso patrimonio dell’Istituto, dipinto da Ernesto Rossi nel 1940, vivido racconto della vita dei confinati, dove si riconoscono Sandro Pertini, Altiero Spinelli e Umberto Terracini.