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L'ultimo viaggio del partigiano Giorgio Pacini

​Sala d'Arme di Palazzo Vecchio gremita per il funerale di uno degli ultimi protagonisti della liberazione di Firenze, scomparso a 94 anni

Tanta commozione e molte lacrime che hanno rigato i volti di chi accanto a Pacini combatté per liberare Firenze. E' stato questo l'ultimo saluto tributato dalla città al partigiano che si è spento all'età di 94 anni.

Da anni la sala d'Arme di Palazzo Vecchio non ospitava una cerimonia del genere. Presenti il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e il sindaco di Firenze Dario Nardella, insieme alla moglie e al figlio di Pacini Alessandro. A lui il prefetto Alessio Giuffrida ha consegnato la medaglia della Liberazione, l'onorificenza commemorativa che il ministero della Difesa conferisce come segno di particolare attenzione a coloro che hanno partecipato alla Resistenza e alla lotta di liberazione.

Il sindaco Nardella ha definito Pacini "simbolo della resistenza nel cuore di tutti i fiorentini", mentre il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha detto che "Pacini ha lasciato un segno indelebile nella storia della città , non solo come partigiano ma anche come uomo impegnato nelle istituzioni e nel sindacato".

Commosso e orgoglioso il ricordo di Silvano Sarti, ex partigiano e presidente dell'Anpi provinciale che, con una pausa che tradisce il groppo alla gola, ha detto: "Ci siamo conosciuti quando io avevo quindici anni e lui diciassette, ho camminato insieme a lui fino a due giorni fa quando se n'è andato, un compagno di battaglie indimenticabile: tutte le abbiamo fatte, da quelle sindacali a quelle politiche".

Alla fine un lungo applauso e Bella ciao, intonata da alcune decine di ex partigiani, per accompagnare Pacini nel suo ultimo viaggio. Pacini, è stato spiegato, verrà cremato, e le sue ceneri custodite al cimitero di Ponte a Ema.