L’INTERVISTA DELLA DOMENICA

Stella, "Forza Italia motore del centrodestra"

Il consigliere regionale a tutto campo sui temi che interessano la Toscana: "Più sicurezza, per una sanità migliore occorre incrementare i Pir"

Il consigliere regionale Marco Stella

Uno sguardo alla Toscana dal capoluogo, rivendicando i successi di Forza Italia e invitando gli alleati del centrodestra a raccogliere sin da subito la sfida al centrosinistra. Così il consigliere regionale forzista Marco Stella, classe 1971, lancia la corsa per il futuro, con vista sulle prossime amministrative. Puntando sul metodo - per esempio, le primarie di coalizione - e sui tempi, per giocare d'anticipo e non di rincorsa. Senza dimenticare i temi principali: sicurezza, sanità ed economia.

Innanzitutto un commento sulle recenti elezioni amministrative, concluse con il ballottaggio dei giorni scorsi che, in Toscana, ad Arezzo e Viareggio, ha premiato il centrodestra. In generale com'è andata?

A questa tornata di elezioni comunali in Toscana abbiamo confermato le amministrazioni uscenti di Pontremoli e di Villafranca in Lunigiana al primo turno e al ballottaggio abbiamo confermato Arezzo e conquistato Viareggio. La lista di Forza Italia nei tre Comuni capoluogo è andata bene: abbiamo preso il 13% a Pistoia (+3,5%), l'8% ad Arezzo (+1,58%), il 4% a Prato (+0,2%).

Stella durante un'iniziativa

In Toscana Forza Italia è la seconda lista del centrodestra e addirittura è il terzo partito in tutta la regione dietro a Pd e FdI, consolidando un trend di crescita che inizia nel 2024 e prosegue alle regionali dello scorso anno. Il nostro partito ha dimostrato capacità di aggregare realtà civiche attive sul territorio, e di essere il perno della coalizione di centrodestra.

La sanità è il capitolo di spesa più importante della Regione e uno dei terreni di scontro più accesi. Che cosa contestate come Forza Italia e qual è la vostra ricetta per cambiare?

Le liste di attesa hanno tempi molto lunghi per alcune visite specialistiche e per la programmazione operatoria, comportando un ritardo sull'accesso tempestivo a visite specialistiche, esami diagnostici e chirurgia. I tempi prolungati nel sistema sanitario regionale spingono i pazienti a cercare interventi più tempestivi. Un toscano su quattro va in altre regioni e, in particolare, in Emilia-Romagna, per gli interventi di ortopedia di alta specialità, soprattutto per protesi d'anca e ginocchio. L'offerta sanitaria non è in linea con la domanda anche per il numero elevato di immigrati presenti sul nostro territorio e che usufruiscono dei servizi sanitari, senza pagare il relativo ticket.

È necessaria una politica programmatoria, capace di intercettare i bisogni dei cittadini con la consapevolezza che la Toscana ha una delle popolazioni più anziane d'Italia. Questo progressivo invecchiamento demografico comporta un'alta incidenza di malattie croniche e la presenza di più patologie concomitanti con una conseguente presa in cura complessa e integrata costante e percorsi di lungo periodo. Occorre ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, promuovendo un utilizzo consapevole dei servizi di emergenza. Noi proponiamo di incrementare il numero dei Pir sui territori: i Pir offrono risposte alle urgenze minori, garantendo prestazioni diagnostiche e cliniche di primo livello; è necessario esportare il modello, a oggi presente esclusivamente presso l'Asl Toscana centro, anche presso le altre aziende sanitarie in Toscana.

È fondamentale monitorare l'andamento e il reale funzionamento delle case di Comunità e degli ospedali di Comunità realizzati con i fondi del Pnrr, e investire sulla prevenzione primaria e sugli screening: le politiche preventive, se ben attuate, generano risparmi, aumentano la produttività e migliorano la qualità della vita, diventando pilastri strutturali della programmazione sanitaria.

Il consigliere Stella

Il tema della sicurezza è sempre tra i più dibattuti. Quali strumenti pratici secondo lei dovrebbe mettere in campo la Regione per supportare i Comuni e le forze dell'ordine?

A Firenze nel 2025 sono avvenuti 1.065 crimini di strada. Questi dati fanno il paio con i dati nazionali che vedono Firenze seconda città in Italia per numero di reati in rapporto alla popolazione, con 6.507 reati denunciati ogni 100mila abitanti. Peggio c'è soltanto Milano. Sono la fotografia di una città insicura e pericolosa.

Quella della sicurezza è un'emergenza non solo fiorentina, ma di tante realtà, urbane ma non solo, della Toscana. La Regione, come noi abbiamo chiesto varie volte in questi anni con atti ad hoc, deve finanziare i progetti dei Comuni che vanno in direzione del rafforzamento delle misure di sicurezza: Polizia di prossimità, vigile di quartiere, telecamere di sorveglianza e trasporti pubblici notturni.

Lei di recente si è esposto molto anche sulla questione degli affitti brevi, in particolare a Firenze, dove l'amministrazione comunale ha disposto una stretta. Che ne pensa? Come concilierebbe le istanze dei residenti con quelle del turismo?

Palazzo Vecchio blocca gli affitti brevi per motivi ideologici. La crisi abitativa e lo spopolamento del centro storico hanno cause che vengono da lontano e si affrontano in primo luogo con investimenti, recupero del patrimonio inutilizzato e incentivando l'edilizia residenziale. Siamo convintamente contrari al regolamento comunale sullo stop ai nuovi affitti brevi turistici. Forza Italia si conferma, come sempre, l'unico partito a battersi contro i divieti, a difesa della libertà d'impresa e della proprietà privata.

Stella con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani

Decidere come usare un bene legittimo nel rispetto delle leggi è un diritto costituzionale, oltre che una questione di libertà. Limitare questo diritto è molto pericoloso per tutti, perché oggi tocca agli affitti brevi, domani a qualcos'altro. La casa è spesso l'unica ricchezza delle famiglie italiane, acquistata con sacrifici. Ricavarne un reddito integrativo con gli affitti brevi è sacrosanto. Non è vero che quella degli affitti brevi è una lobby in mano ai fondi di investimento: il 96% delle case in affitto breve appartiene a proprietari singoli, che la gestiscono in prima persona oppure delegano un operatore professionale. Gli affitti brevi sono uno degli ultimi ammortizzatori sociali rimasti, oltretutto, e a Firenze coinvolgono 30mila persone tra gestione e indotto. Rinunciare a tutto questo va contro ogni logica.

Forza Italia alle passate regionali è stata la seconda lista del centrodestra, superando la Lega. Anche sul fronte opposto i moderati hanno ottenuto un discreto successo. Secondo lei è la conferma che le elezioni si decidono al centro? Cosa può fare Forza Italia per consolidare e ampliare questo suo ruolo nel centrodestra?

Il nostro partito è sempre più attrattivo per la società civile, per il mondo delle professioni e per tutti quegli italiani che si riconoscono nei valori liberali, cristiani e riformisti di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo. Siamo il motore del centrodestra e siamo convinti di rappresentare le energie migliori di questo Paese.

Agli alleati diciamo che, se vogliamo vincere la prossima tornata di elezioni amministrative, dobbiamo adottare un metodo sulle candidature. Tempi e metodo sono i due elementi su cui dobbiamo riflettere. Altrimenti diventa tutto più difficile se i candidati si tirano fuori a trenta giorni dal voto. Quindi, tempi utili e metodo condiviso per scegliere i candidati. Quale metodo? Parliamone insieme: in passato avevamo proposto le primarie di coalizione, che hanno il pregio di mobilitare l'elettorato. Ma una volta individuato un metodo, questo va seguito, altrimenti diventa tutto più complicato. L'obiettivo, comunque, è allargare sempre di più il perimetro della coalizione alle realtà civiche e a tutti coloro che in Toscana si sentono alternativi alla sinistra, come abbiamo fatto a Pistoia con la lista Io Amo Pistoia e ad Arezzo con la lista Ora Ghinelli.