Attualità

Banchiere ed ex ministro, è morto Piero Barucci

Nella sua carriera ha presieduto l'Abi e ricoperto anche cattedre nelle università di Firenze e Siena. Aveva 92 anni. Cordoglio istituzionale

Piero Barucci ha presieduto l'Abi

Banchiere, ex ministro, economista di rilievo internazionale: è morto ieri all'età di 92 anni a Firenze Piero Barucci. A darne notizia l'università di Firenze, dove Barucci aveva insegnato Storia del pensiero economico.

"Nato a Firenze nel 1933 e formatosi nell’Ateneo fiorentino, Barucci ha insegnato prima all’Università di Siena e poi a Firenze, dove è stato anche preside della Facoltà di Economia e commercio. Economista di spicco, i suoi studi si sono concentrati in particolare sulle trasformazioni concrete del capitalismo italiano", ricostruisce una nota dell'ateneo del capoluogo toscano.

"In parallelo alla carriera accademica è stato presidente del Monte dei Paschi di Siena (1983-1990) e ha presieduto l’Associazione Bancaria Italiana (1987-1991), ricoprendo importanti cariche in istituti di credito e compagnie di assicurazioni in Italia e all’estero".

Poi l'incarico di governo: "Dal 1992 al 1994 è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Ministro del Tesoro. Uomo delle istituzioni, studioso di grande autorevolezza e rigore morale, Barucci è stato anche membro dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato".

"Umanità e spirito di servizio"

Cordoglio è giunto dalle istituzioni toscane a tutti i livelli. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ne ha ricostruito così il profilo: “Con la scomparsa di Barucci – sottolinea Giani – se ne va uno degli economisti italiani più importanti e un fine uomo delle istituzioni su cui l’Italia ha potuto contare nei momenti di difficoltà”.

“Una persona dalla grande umanità e una personalità di spicco che con spirito di servizio ha messo a disposizione del Paese il suo sapere, la sua saggezza e la sua professionalità”, ha aggiunto ricordando sia il suo ruolo in un passaggio delicato delle vicende industriali di Firenze come quello della vendita di Nuovo Pignone da Eni a General Electric, sia la sua passione per la Fiorentina, che lo portò a contribuire come consulente al rilancio della società viola dopo il fallimento nel 2002.