Politica

"Il Pd valuti l'appoggio esterno al Governo"

Il governatore toscano in una nota ha promosso i cinque punti proposti da Zingaretti per gestire la crisi tornando a criticare l'accordo con il M5S

Enrico Rossi

Nel giorno clou delle consultazioni al Quirinale dopo le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e all'indomani della direzione nazionale del Pd a cui ha partecipato, il governatore toscano Enrico Rossi è intervenuto di nuovo sulla crisi di governo e sull'eventualità, tutta da verificare, che possa nascere un nuovo esecutivo senza tornare alle urne nei prossimi mesi. 

Il nodo cruciale resta sempre l'accordo con il Movimento Cinque Stelle. "Un accordo con i Cinque stelle senza passare dal voto delle elezioni politiche sarebbe un errore; l’interesse nazionale non può essere un alibi per evitare di dare la parola al popolo - ha detto Rossi in un intervento su "Striscia Rossa" - Nella circostanza in cui ci troviamo questo avrebbe l’effetto di moltiplicare la frattura tra popolo ed istituzioni dando alla destra estrema il carburante delle piazze, della demagogia e della propaganda antipolitica". Impossibile, dice ancora pensare a un "governo per il governo, slegato dal consenso". 

Da qui la proposta di due punti. Il primo: "Dai Cinque Stelle bisogna pretendere la discontinuità netta nelle persone e nei programmi". Il secondo: "Partecipare a un governo col massimo senso di responsabilità, stando fuori dall’esecutivo, con un appoggio esterno". 

Intanto, dopo il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il segretario nazionale Nicola Zingaretti ha detto che il Pd "è pronto" a "verificare la possibilità di una maggioranza" ma a patto che siano rispettati dei "punti non negoziabili" per arrivare a un "governo di svolta", a partire dalla centralità dell'Europa. 

Prima della delegazione del Pd è salita al Quirinale la delegazione di 'Fratelli d'Italia'. Dopo il Pd tocca a Forza Italia, Lega e infine Movimento Cinque Stelle.