Attualità

Teatro della Toscana, rilancio tra cultura e lavoro

Il direttore generale Walter Zambaldi illustra le linee guida di un lavoro di riallineamento tra risorse disponibili, costi e proventi delle attività

Stefano Massini e Walter Zambaldi

Conti in ordine, un unico progetto culturale per i tre teatri, biglietti calmierati e tutela occupazionale. Oggi, nell'audizione della Commissione Controllo Enti Partecipati del Comune di Firenze, il direttore generale del Teatro della Toscana Walter Zambaldi ha illustrato le linee guida di un lavoro intenso di riallineamento tra risorse disponibili, costi e proventi delle attività per i teatri di Rifredi e della Pergola a Firenze, e l'Era di Pontedera.

Fin dall’Aprile scorso, progetto artistico, risanamento economico, rilancio dell’Istituzione, sono le direttrici proposte al Consiglio di Amministrazione della Fondazione (Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Comune di Pontedera, Fondazione CR Firenze) che, con totale condivisione, ha approvato all’unanimità il Bilancio Consuntivo 2025, il Bilancio Preventivo 2026 e l’ipotesi di andamento 2027. "Il voto all'unanimità del Consiglio di Amministrazione e la compattezza dei soci - si legge in una nota del Teatro della Toscana - dimostrano che il Teatro della Toscana ha intrapreso la strada giusta. Il rilancio, promosso dalle istituzioni pubbliche e private, è oggi una realtà sostenuta con rinnovata convinzione, a beneficio del territorio, dei lavoratori e di tutto il pubblico".

I numeri parlano di un'autosufficienza di gestione: il disavanzo registrato nel Consuntivo 2025 (pari a circa 900mila euro, causato principalmente dal mutato scenario dei criteri per i contributi ministeriali) è già stato interamente coperto utilizzando riserve proprie della Fondazione.

L’allineamento tra sostenibilità economica e progetto artistico insiste in tutte e tre le sale della Fondazione, con una spinta produttiva esponenziale rispetto al passato che amplifica la presenza del Teatro della Toscana nel circuito nazionale: 27 produzioni e fra queste Lo Zar di e con il direttore artistico Stefano Massini, che dopo l'anteprima nazionale a Pontedera, andrà in scena alla Pergola di Firenze, per poi avviare una tournée di 8 mesi in tutta Italia. 

Nell'ottica di una visione unitaria si inserisce poi la formazione d'eccellenza, con la Nuova Bottega Teatrale di Firenze di Vittorio Gassman, la Nuova Scuola Teatrale Eduardo De Filippo, il Centro di Avviamento all’Espressione con il Corso per Attori ‘Orazio Costa’ e l'Atelier Internazionale del Costume.

Sul pronte delle politiche sociali per il pubblico nessun aumento sul costo dei biglietti per la stagione 2026/2027 e abbonamenti speciali per gli under 25 pagando appena 10 euro a spettacolo.

"Il piano di efficientamento - prosegue la Fondazione- ha ottimizzato la macchina produttiva per liberare risorse da reinvestire sul palco. Le stime per il 2026 parlano chiaro: sono previste 465 alzate di sipario e ben 28.000 giornate lavorative retribuite, confermando il Teatro della Toscana come un immenso polo occupazionale ed educativo per il territorio. Questo percorso di trasparenza ha inoltre aperto una fase nuova, positiva e costruttiva, nei rapporti e nel dialogo con il Governo e il Ministero della Cultura".