Dalla sanità alle energie rinnovabili, passando per l'approvazione del reddito di reinserimento lavorativo. Quasi al giro di boa del primo anno in Consiglio regionale, Luca Rossi Romanelli, esponente del Movimento 5 Stelle eletto nella circoscrizione fiorentina, ha tracciato un primo bilancio della sua attività nell'assemblea e di quella del gruppo pentastellato, parte della maggioranza dopo anni all'opposizione.
Consigliere Rossi Romanelli, lei è al primo mandato nell’assemblea toscana. Non manca molto all’anniversario dall’insediamento: c’è un atto o un risultato ottenuto in questo periodo che rivendica particolarmente?
Ci sono diversi provvedimenti che rivendichiamo, a partire dall’introduzione del reddito di reinserimento per chi ha perso il lavoro, una misura che ha affermato anche a livello regionale il principio della protezione sociale delle persone più fragili e che oggi è pienamente operativa. Ai beneficiari vengono riconosciuti 500 euro, insieme a colloqui individuali, progetti professionali personalizzati, formazione e percorsi di accompagnamento verso il lavoro o l’autoimpresa.
Grazie al nostro intervento sono stati inoltre superati alcuni limiti emersi nella fase iniziale e, dall’esame del bilancio consuntivo 2025 di Arti, sappiamo che, mantenendo il ritmo attuale, si arriverà a circa settemila domande l’anno, con una media di quasi 600 al mese, rispetto a una platea potenziale inizialmente stimata in circa 11mila persone. Sicuramente è ancora presto per valutare compiutamente l’efficacia della misura, ma stiamo già lavorando per rafforzarne la dimensione sociale e a settembre presenteremo una proposta di legge regionale sui progetti di utilità sociale e comunitaria, così da creare occasioni concrete di inclusione e sostenere le attività degli enti locali e del Terzo Settore.
Un altro ambito centrale del nostro lavoro ha riguardato il contrasto all’inquinamento da Pfas: anche nella nostra Regione il problema è reale e, secondo Arpat, la contaminazione riguarderebbe oltre il 90% delle acque superficiali e oltre il 70% di quelle sotterranee. I provvedimenti che abbiamo fatto approvare permetteranno di individuare le fonti dell’inquinamento, rafforzare i controlli, inserire stabilmente il tema dei Pfas nel Piano di tutela delle acque e istituire un Osservatorio tecnico-scientifico regionale. Sono strumenti necessari per contenere la diffusione di sostanze che risultano già presenti in misura eccessiva nell’ambiente. Sono risultati importanti, che continueremo a seguire affinché agli indirizzi politici approvati corrispondano interventi concreti.
Di recente c’è stata la parifica della Corte dei Conti sul bilancio regionale, che ha evidenziato la necessità di maggior equilibrio nel settore sanità: qual è il suo commento?
Partiamo dal fatto che il giudizio di parifica della Corte dei Conti ha riconosciuto la solidità complessiva del bilancio regionale, evidenziando con chiarezza le responsabilità del Governo nazionale: il Fondo sanitario nazionale resta infatti insufficiente. Come ha ricordato anche il presidente Giani, senza gli oltre 12 miliardi di investimenti del Pnrr ottenuti dal Governo Conte la situazione sarebbe oggi molto più difficile e non sarebbero state realizzate diverse opere pubbliche, tra cui anche le case di comunità. Altrettanto chiare le osservazioni sulla necessità di approvare rapidamente i decreti indispensabili a sbloccare le centinaia di milioni di euro derivanti dal payback sui dispositivi medici. Ma il Governo nazionale ha evidentemente altre priorità, a partire dal riarmo.
In Toscana abbiamo scelto di difendere la sanità pubblica e universale e siamo quindi potenzialmente più esposti alla carenza di risorse, e nei prossimi mesi sarà necessario lavorare a una riorganizzazione del servizio sanitario e sociale, capace di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini e di garantire l’impiego più efficace delle risorse disponibili.
Il Movimento 5 Stelle è stato impegnato anche nella elaborazione della nuova legge regionale sulle energie rinnovabili. Di cosa si tratta?
La proposta di legge sull’energia approvata dalla Giunta rappresenta un passaggio politico e istituzionale di grande rilievo e compone un quadro normativo avanzato che interviene su più livelli e mette a disposizione della Toscana gli strumenti necessari per una vera trasformazione industriale, capace di sostenere il sistema produttivo e aprire una nuova fase di sviluppo. Come M5s, abbiamo contribuito con diverse indicazioni che abbiamo elaborato dopo un lungo confronto con i portatori di interesse, a partire dall’utilizzo di una facoltà prevista dalla normativa nazionale e finora rimasta poco valorizzata, ovvero la semplificazione delle procedure autorizzative, insieme all’intervento sui limiti di potenza degli impianti. Senza entrare troppo nei tecnicismi, la Toscana è oggi l’unica Regione ad aver scelto questa strada, attribuendo alla transizione energetica una dimensione concreta e industriale. L’obiettivo ambientale si accompagna alla necessità di sostenere il nostro tessuto manifatturiero, riducendo tempi autorizzativi, incertezze e costi dell’energia.
Tra i punti qualificanti del pacchetto energia figurano sicuramente l’ampliamento delle aree idonee, attraverso il pieno utilizzo delle possibilità già previste dalla normativa nazionale, e la loro estensione agli ambiti industriale, artigianale, commerciale e sportivo. Viene inoltre riconosciuto un ruolo centrale ai Comuni, soprattutto nella definizione delle aree destinate all’agrivoltaico, mentre si favorisce lo sviluppo di tecnologie diverse, dal geotermico all’idroelettrico fino al fotovoltaico flottante sugli invasi; un altro elemento rilevante riguarda i terreni agricoli abbandonati, che, secondo le ricerche di Irpet, ammontano in Toscana a una superficie compresa tra 15 e 18mila ettari. L’obiettivo è recuperarli attraverso l’agrivoltaico, producendo energia pulita e favorendo al tempo stesso il ritorno alla terra, soprattutto da parte delle giovani generazioni.
Il lavoro, tuttavia, deve ancora essere completato e il passaggio in Consiglio regionale sarà decisivo per correggere e rafforzare alcuni punti: il primo riguarda proprio l’agrivoltaico, che deve restare uno strumento al servizio dell’agricoltura e non può prevedere l’agricoltore come unico soggetto proponente, anche per i dubbi di legittimità che una simile previsione solleva. Su questo tema abbiamo già aperto un confronto politico con l’assessore Marras. Sarà inoltre necessario valutare con attenzione soglie, procedure e strumenti di monitoraggio. La Toscana è pronta ad affrontare con coraggio la sfida della transizione energetica, anche grazie al contributo politico e programmatico del Movimento 5 Stelle.
Negli ultimi giorni ha anche riservato grande attenzione alla situazione delle carceri in Toscana. Quali sono le principali criticità e cosa può essere fatto?
La situazione è francamente disastrosa, come chiaramente emerso dalla relazione del Garante per i detenuti e come ho riscontrato con i miei occhi facendo visita al carcere di Sollicciano nei giorni scorsi. È ovvio che le scelte più importanti debbano essere fatte a livello nazionale, ma di sicuro la Regione può dare un fortissimo contributo sostenendo e rendendo percorribili i percorsi di pene alternative, affrontando i temi fondamentali dell’accesso alla casa e al lavoro, oltre al tema dell’inclusione sociale. Su tutti questi fronti ci attiveremo quanto prima.
In Toscana, dalle ultime elezioni, il campo largo ha dimostrato di saper tenere insieme diverse forze politiche in maggioranza. Pensa che possa essere un modello a livello nazionale e in vista delle politiche del prossimo anno?
In Toscana la coalizione sta funzionando perché si fonda sul rispetto reciproco tra le diverse forze politiche, su un confronto diretto e serrato sui temi e su una sostanziale convergenza intorno alle questioni principali. Questo modello può essere riproposto anche a livello nazionale, purché poggi su una base programmatica forte, chiara e condivisa. Il risultato dipenderà però anche dall’affidabilità e dalla lealtà dei leader che sceglieranno di sottoscrivere il progetto, perché una coalizione può reggere soltanto se agli accordi politici corrisponde un comportamento coerente.