Sanitari aggrediti e presi in ostaggio da un paziente, guardia giurata rinchiusa in una stanza: è il nuovo episodio di violenza contro il personale sanitario che mercoledì notte ha avuto per teatro il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) delle Oblate a Firenze, in zona Careggi.
A riferire i fatti è in una nota la Cgil Funzione Pubblica, indicando quale responsabile un utente inviato lì dal pronto soccorso con richiesta di ricovero. L'episodio si sarebbe protratto per ore, coinvolgendo "tutto il personale sanitario, compresa la guardia giurata che opera nel presidio".
L'uomo, ricostruiscono dal sindacato, "ha aggredito il personale sanitario, sbattendo violentemente la testa di un operatrice contro il muro, impossessandosi di tutte le chiavi che aprono le porte del reparto, riuscendo infine a neutralizzare la guardia giurata, chiudendola a chiave dentro una stanza degenza".
"Alla fine il personale è riuscito a contenere l’utente e a dargli le cure necessarie".
Nel frattempo le operatrici avevano chiesto aiuto, ma a quanto afferma Cgil invano. Il sindacato, per bocca del coordinatore Fp Cgil Usl Toscana Centro Simone Baldacci, invoca un intervento istituzionale che interessi l'azienda sanitaria.
L'Ordine dei medici: "Fatto gravissimo e inaccettabile"
“L’aggressione avvenuta nel reparto di psichiatria delle Oblate è un fatto gravissimo e inaccettabile. Esprimiamo una condanna netta di ogni forma di violenza e la nostra piena vicinanza ai professionisti sanitari coinvolti, che hanno vissuto momenti di grande paura mentre stavano svolgendo il proprio lavoro”: così stamani in una nota il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze Pietro Dattolo ha commentato l'accaduto.
“Episodi di questo tipo – prosegue Dattolo – non possono essere letti come fatti isolati. Rappresentano invece una criticità che riguarda il sistema e il rapporto medico-paziente nel suo complesso e che impone una riflessione seria sulla tutela di chi lavora quotidianamente in contesti complessi e ad alta esposizione”.
“È fondamentale ribadire che i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari sono dalla parte dei pazienti – aggiunge il presidente dell’Ordine – e che l’informazione, l’ascolto e la presa in carico sono elementi centrali del percorso di cura. Anche nei contesti più delicati, come quelli della salute mentale, i professionisti non possono essere percepiti come avversari, ma come alleati”.