“Quanto accaduto è una ferita per tutta la nostra comunità e non possiamo, né vogliamo, abituarci. Chi muore lavorando ci interroga tutti, istituzioni, imprese, rappresentanti dei lavoratori”. Lo ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani che, questa mattina, ha preso parte al presidio organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, Fillea, Filca e Feneal davanti al cantiere della stazione dell'Alta Velocità a Firenze, dove giovedì 15 Ottobre un giovane operaio di 31 anni, gruista esperto, ha perso la vita in un incidente sul lavoro.
Giani si era recato sul posto anche il giorno stesso della tragedia insieme alla sindaca di Firenze Sara Funaro. "Sono tornato qui - ha spiegato il presidente- per stare accanto ai lavoratori e ai sindacati e rinnovare la vicinanza mia e dell’intera Toscana alla famiglia e ai colleghi di Ayoub”.
Giani sottolinea quindi come il tema della sicurezza sul lavoro rappresenti un impegno primario. "Il lavoro deve essere dignitoso e sicuro, sempre - osserva il presidente- a maggior ragione nei grandi cantieri delle infrastrutture pubbliche”.
Tra le richieste dei sindacati promotori della mobilitazione figurano più ispettori, più regolarità, più formazione, attenzione ai turni e ai tempi di riposo. Domande che, sottolinea Giani, "Sono legittime e meritano risposte puntuali”.
“Come istituzioni di governo – conclude Giani - abbiamo il compito di fare la nostra parte: fare in modo che i controlli siano efficaci lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti, rispetto delle regole, tutele reali per chi lavora. La Regione farà la sua, e resterà al fianco dei sindacati in un confronto costante su prevenzione e condizioni di lavoro nei cantieri”.