È stato il giorno del lungo addio a Giacomo Bongiorni, l'uomo di 47 anni ucciso nei giorni scorsi in piazza Felice Palma per un'aggressione da parte di un gruppo di giovani, su cui proseguono senza sosta le indagini. Nel pomeriggio di oggi, sabato 18 Aprile, si è infatti tenuto il funerale nel Duomo cittadino, presieduto dal vescovo di Massa e Pontremoli, monsignor Mario Vaccari.
Già ieri, però, in centinaia hanno dato vita a una processione per le strade del Mirteto, il quartiere dove Bongiorni è nato e cresciuto. L'iniziativa è stata organizzata dal parroco don Stefano Lagomarsini, con arrivo di fronte all'abitazione dei genitori del 47enne. Proprio in occasione delle esequie di oggi, inoltre, il Comune di Massa ha proclamato il lutto cittadino, con l'esposizione delle bandiere a mezz'asta.
Alla funzione religiosa hanno partecipato migliaia di persone, che hanno voluto rendere il proprio omaggio a Bongiorni. La bara ha fatto il suo ingresso all'interno della chiesa intorno alle 14,30 accompagnata dagli applausi. A ricoprirla, fiori banchi e maglie della Fiorentina, la sua squadra del cuore, e quelle con scritto "vola alta fratello Mortegian", che in dialetto massese identifica proprio chi proviene da Mirteto.
"Giacomo ha fatto una cosa giusta, una cosa semplice e giusta - ha detto durante l'omelia il vescovo Vaccari - e questa chiesa, oggi, è qui anche per raccogliere la sua voce, il suo richiamo. Noi non abbiamo il potere di restituire Giacomo a chi lo amava. Ma abbiamo il potere e il dover di fare in modo che la sua morte non sia stata inutile. Che questa città, dopo di lui, sia un posto un po’ più giusto, un po’ più capace di tenere insieme i suoi figli".
Tra le cariche politiche che hanno partecipato alle esequie anche il presidente della Toscana Eugenio Giani e, ovviamente, il sindaco di Massa Francesco Persiani. "È stato un momento di grande dolore e commozione - ha detto Giani - una vicenda che colpisce nel profondo, soprattutto pensando a un figlio che ha vissuto una tragedia così grande. Di fronte a tutto questo si prova sgomento, tristezza. Alla famiglia va l’abbraccio sincero e la vicinanza di tutta la Toscana. Non possiamo restare indifferenti: da qui deve nascere un impegno ancora più forte, di tutti".