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Quella volta che il cielo si oscurò ma non era un'eclissi

Il 12 il sole dietro la Luna ha stregato d'incanto ma il 28 agosto 1883 a coprirlo fu la grande eruzione del Krakatoa che cambiò il clima della Terra

L'eruzione del Krakatoa in una litografia del 1888

L'ancestrale fascinazione inquieta delle tenebre, due eventi apparentemente opposti; e al centro l'uomo, baricentro vivente nel dialettico rapporto tra le forze di Madre Natura. Solo pochi giorni fa, era il 12 Agosto, il cielo d'Europa è stato palcoscenico per un'eclissi di sole totale che in Italia si è potuta ammirare solo parzialmente, ma con la Toscana fra le terre in cui lo spettacolo celeste ha avuto una delle più elevate percentuali di copertura d'Italia.

Ma ci fu un tempo, tanto tempo fa, in cui il cielo si oscurò non per un fenomeno dello spazio, ma per il ruggito delle viscere della Terra. Era il 28 Agosto 1883 quando fu il buio. Tenebre generate dalle ceneri sprigionate dal vulcano sull'isola indonesiana di Krakatoa. Lì, il giorno prima, si era scatenato un evento eruttivo che parve apocalittico e che certamente cambiò per sempre le sorti climatiche della Terra. 

La montagna di magma in realtà aveva iniziato ad agitarsi mesi prima, ma quel giorno alle 10,02 si levò un boato udito fino all'Australia, 5mila chilometri più in là, il più forte della storia con una potenza equivalente a 200 milioni di tonnellate di tritolo. Le onde d'urto fecero 7 volte il giro intorno al mondo e il cielo restò buio per giorni. Due terzi dell'isola andarono distrutti in quella e nelle altre esplosioni minori con cui il vulcano disse la sua, generando uno tsunami con onde alte fino a 40 metri che si abbatterono disastrosamente su Giava e Sumatra. Le vittime furono più di 36mila, stimate coi sistemi di macabra contabilità dell'epoca e dunque forse per difetto.

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E il buio fu. Un'antitesi della creazione che fu a tutti gli effetti distruzione di terre, vite, microclimi, equilibri ecologici. 

Due concetti differenti di buio, quello dell'eclissi e quello della storica eruzione che in comune hanno solo l'apparenza in un sublime d'eco kantiana. Ma il Sole che si nasconde dietro alla Luna inquieta di incanto. E' prevedibile al minuto. Non nuoce (a meno di fissare il fenomeno a occhio nudo). Il tremore interno è d'emozione come per l'orco nelle fiabe per bambini, che si sa che poi svanisce perché "Tutti vissero felici e contenti".

Quel che avvenne tra il 27 e il 28 Agosto 1838 in Indonesia invece no: fu il terrore dell'imponderabile, un urlo dal centro della Terra fatto di fiamme, fuoco e cenere; fu Madre Natura che ribadiva il suo dominio sull'ordine delle cose ridisegnando cieli e terra. E, al centro, l'uomo.