Benvenuti su Brevemondo. Questo invio sarà più breve degli altri, l’ultimo prima della pausa che andrà avanti fino al 26 luglio, compreso.
La settimana in breve
Mentre il conflitto in Iran sembra aver (finalmente) raggiunto una sua stabilità, con i colloqui che vanno avanti a Doha e la celebrazione, a oltre quattro mesi dalla morte, del funerale dell’ayatollah Khamenei, in Ucraina è esplosa la violenza. Nei giorni scorsi, infatti, c’è stato il più grande bombardamento russo su Kiev di questo anno: in totale, secondo le prime stime, sono morte 30 persone. La risposta ucraina non si è fatta attendere e, nelle ultime ore, è stata colpita un terminal petrolifero russo sul Mar Baltico, nelle vicinanze di San Pietroburgo. A dimostrazione, ancora una volta, della capacità di Kiev di poter attaccare anche in profondità nel territorio avversario grazie all’uso di droni.
In America Latina, dopo la vittoria di Abelardo de la Espriella in Colombia, marcatamente filostatunitense, Washington avrebber fatto in modo che la leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, non facesse ritorno nel suo Paese. Apparentemente un paradosso, perché Machado, strenua avversaria del regime chavista di Nicolás Maduro, è come de la Espriella molto vicina agli Stati Uniti e allo stesso Donald Trump, cui ha donato anche la medaglia del suo Premio Nobel per la pace. Eppure, secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, Machado avrebbe cercato per due volte nei giorni scorsi di tornare in Venezuela da Panama e per due volte sarebbe stata allontanata non tanto per volontà del governo venezuelano di Delcy Rodríguez, quanto per la contrarietà di Washington. Al momento, la Casa Bianca preferisce non destabilizzare il Paese, soprattutto in un momento drammatico come quello che sta affrontando dopo il terremoto. L’ingresso in Venezuela di Machado, infatti, potrebbe anche innescare una rapida crisi politica, con il crollo di ciò che resta del regime chavista, al momento piuttosto accondiscendente verso Trump.
Infine, si è concretizzato lo spettro dello scisma all’interno della Chiesa cattolica. Nonostante l’appello di papa Leone XIV a fare un passo indietro, la Fraternità sacerdotale San Pio X, ovvero coloro che vengono chiamati “lefebvriani” in quanto seguaci del fondatore, il defunto arcivescovo francese Marcel Lefebvre, ha nominato quattro vescovi senza il vaglio dello stesso pontefice. A quel punto, il Dicastero per la dottrina della fede non ha potuto far altro che procedere alla scomunica non solo dei quattro religiosi, ma anche di tutta la Fraternità e dei fedeli che vi aderiscono. La contrapposizione dei lefebvriani nei confronti della Chiesa cattolica risiede nell’applicazione dei precetti del Concilio Vaticano II, cioè quel grande momento di riforma avvenuto negli anni Sessanta che aveva l’obiettivo di aprire la Chiesa stessa al mondo e alla contemporaneità. I lefebvriani, al contrario, continuano con il “rito antico” e si schierano risolutamente contro il Concilio.
Il pezzo della settimana
Ieri si è festeggiato il 4 luglio, l’Independence Day statunitense, che celebrato il 250esimo anniversario. Festa cui ha partecipato, ovviamente, il presidente Trump, con un discorso che, ad alcuni, ha ricordato molto un comizio. Si legge qui.
La canzone della settimana
"Andarsene via in una giornata d'estate non è mai sembrato così giusto", cantavano i Vampire Weekend. Noi seguiamo il loro esempio. A presto!