Fra i cinque sub che hanno perso la vita durante una immersione nelle acque delle Maldive c'è anche Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice e docente di Ecologia all’Università di Genova, e profondamente legata all'Elba, dove aveva anche collaborato al progetto Foresta Blu per ricreare una prateria di posidonia del mare di Cavo.
Ecco il ricordo e il cordoglio dell'ingegner Marco Sartore di Elbatech.
"È su tutti i rotocalchi nazionali la notizia della tragedia nelle acque maldiviane che ha visto la morte di cinque subacquei in una grotta. Tra essi Monica Montefalcone, una docente di Ecologia all’Università di Genova con la quale ho avuto l’onore di instaurare una collaborazione pluriennale per l’analisi degli effetti del cambiamento climatico nel Mediterraneo. Monica ha voluto iniziare proprio qui dall’Elba, insieme a Greenpeace, a noi di Elbatech, al Careno Diving e al Comune di Marciana, facendo nascere il progetto Operazione Mare Caldo con lo scopo di creare una rete di siti di monitoraggio nel mare italiano. La prima stazione realizzata è stata quella delle Formiche della Zanca, nel mare marcianese. Qui Monica ha capitanato il team di ricerca, con la sua fida Annalisa Azzola, per studiare lo stato ecologico delle nostre acque in funzione delle temperature misurate dalla colonna di sensori termici che tutt’oggi svolgono il proprio importante compito in quel sito, così come nelle successive numerose altre stazioni che dall’esperienza di quella elbana, grazie soprattutto a lei, sono state sviluppate".
"Immergermi con lei e vedere una subacquea praticamente perfetta nel modo di stare in acqua, nella cura per i dettagli, nella postura e nell’attenzione alle cose, se da un lato mi dà un grande onore, dall’altro rende ancora più difficile farmi una ragione di quel che alle Maldive possa aver causato la tragedia. Monica - prosegue Sartore- voleva andare avanti nel progetto, abbellirlo e renderlo ancora migliore, dotandolo di tutta una serie di nuovi sensori (oltre a quelli di temperatura) in grado di fornire una fotografia più precisa dello stato del mare. E così abbiamo deciso di sviluppare un misuratore di salinità, tanto per cominciare. Ironia della sorte, proprio quando stavo portando a Livorno quel prototipo da lei fortemente voluto per la prima campagna di test, Monica se ne andava insieme a sua figlia e ad altri tre subacquei".
"Una cosa è certa -conclude Sartore- se quel sensore, per ora senza nome, diventasse parte della Operazione Mare Caldo si chiamerà Monica".