Dall'inizio del conflitto in Iran, lo scorso 28 Febbraio, i rincari più elevati si registrano sull'energia elettrica. Lo dimostra il monitoraggio svolto da Cna, che in questa speciale classifica fa seguire poi il rame, il ferro, l'alluminio e i carburanti, mentre sono sotto controllo i rialzi per l'acciaio.
Oltre a un forte aumento dei costi di spedizione, con rincari fino a 3mila euro per un container, in Italia il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica ha messo a segno un aumento del 60%, in linea con le quotazioni del gas sulla piazza di Amsterdam, mentre il prezzo medio delle ultime due settimane si attesta a 143 euro al MWh rispetto ai 102 euro della Germania, 63 euro della Francia e 48 euro della Spagna.
A doppia cifra anche il rialzo del costo del rame, che sfiora il 40% consolidando un trend in atto da oltre un mese a causa della forte domanda che arriva dal settore automobilistico. A seguire il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Rincari anche per le costruzioni, con incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo. E ancora, anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%.
Dopo la fiammata dei primi giorni, invece, pare essersi stabilizzato il prezzo dei carburanti con un aumento del 15% per il gasolio e inferiore al 10% per la benzina.