Tra consumi civili e attività produttive, la domanda d'acqua della Toscana ogni anno è stimata in circa 1,3 miliardi di metri cubi. Il dato è stato fornito dalla quinta edizione del Forum Acqua Toscana, organizzato da Legambiente Toscana alla Borsa Merci di Arezzo.
Il dato offerto durante l'iniziativa include la quantità di acqua che deve essere disponibile nei corpi idrici per diluire gli elementi inquinanti contenuti nelle acque restituite ai corpi idrici. L'offerta naturale regionale di acqua, ovvero quella di pioggia e fiumi, è invece pari a circa 10,2 miliardi di metri cubi all'anno.
Per quanto riguarda invece l'indicatore di pressione sulla risorsa, il cosiddetto Water Exploitation Index Plus, risulta pari al 16%: un valore positivo, in quanto inferiore alle soglie convenzionali di scarsità della risorsa, che si attestano al 20%. Tuttavia, persistono situazioni di criticità a livello sub-regionale e in alcuni periodi dell'anno, che richiedono più controlli e attenzione per la gestione sostenibile della risorsa.
"I dati dell'impronta idrica in Toscana evidenziano una situazione generale non particolarmente preoccupante, tuttavia persistono aree a rischio e periodi critici anche in relazione agli effetti locali dei cambiamenti climatici - hanno detto Federico Gasperini, direttore Legambiente Toscana e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - per questo a conclusione del Forum Acqua, ribadiamo l’importanza di mantenere indirizzi chiari improntati al risparmio da parte dell’Autorità di distretto e della Regione".
"Inoltre, ci appelliamo alle aziende toscane perché lavorino per la ricerca dell’efficienza degli usi nei cicli produttivi, l’incremento del riuso e per il miglioramento della qualità della risorsa - hanno concluso - tali obiettivi si raggiungono con l’aiuto di soluzioni basate sulla natura promuovendo quelle misure vincenti sia per ridurre il rischio alluvioni, sia per migliorare la qualità delle acque da rendere cogenti e da sostenersi anche economicamente".