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Operata da sveglia per un aneurisma all'aorta

Grazie alla tecnica "Awake" una paziente fragile e in ossigenoterapia domiciliare ha potuto superare l'intervento senza particolari conseguenze

Una piccola incisione addominale a una paziente sveglia, in grado di respirare autonomamente e senza dolore, per operare un aneurisma dell'aorta addominale.

È quanto avvenuto per la prima volta all'ospedale di Livorno, dove la paziente, in condizioni cliniche particolarmente delicate e già in ossigenoterapia domiciliare, è stata operata senza particolari complicanze e dimessa dopo pochi giorni.

La tecnica utilizzata, definita appunto "Awake" - sveglia -,  si basa su un approccio anestesiologico specifico: attraverso anestesie che agiscono sui nervi e sulla sensibilità della zona da operare, associate a una sedazione leggera, è possibile controllare il dolore e mantenere il paziente sveglio e in respiro spontaneo per tutta la durata dell’intervento.

"L’anestesia Awake richiede competenze specifiche e una preparazione accurata - ha spiegato Baldassarre Ferro, direttore della Uoc di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica - il nostro compito è controllare il dolore e mantenere stabili le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie, anche in pazienti particolarmente fragili. Per questo utilizziamo un monitoraggio continuo e strumenti di supporto respiratorio, adattando ogni scelta alle condizioni cliniche della persona. È un lavoro che richiede competenze proprie della terapia intensiva e che, nei casi indicati, permette di affrontare interventi complessi riducendo i rischi legati all’anestesia generale". 

L’intervento è stato realizzato sotto la supervisione di Ferro e di Giustina Romano, direttrice del Blocco operatorio, nell’ambito del Dipartimento Emergenza Urgenza Area blocchi operatori diretto da Paolo Carnesecchi, con il coordinamento infermieristico di Michela Bruni . In sala operatoria hanno lavorato l’anestesista Marco Soldani e l’équipe della UOC di Chirurgia vascolare, diretta da Daniele Adami , composta dai chirurghi Gianluca Ceccanei, Maria Antonietta Pacilè e Vincenzo Schiavo e dagli infermieri Valentina Norfini, Ulriche Bolognini, Maria D’Eramo, Sara Fanucchi ed Elisabetta Motta .