Tanta paura e poi il lieto fine per una donna e il suo bambino. Nello febbraio scorso la paziente, alle prime settimane di gravidanza, era arrivata al pronto soccorso di Lucca con improvviso deficit motorio dell’emilato sinistro, disturbo dell’eloquio, peggioramento della vigilanza e insufficienza respiratoria.
Gli esami neuroradiologici e cardiologici eseguiti in urgenza, spiega l'Asl nord ovest in una nota, hanno confermato la diagnosi di ictus ischemico acuto, verosimilmente associato a una grave cardiopatia emboligena in precedenza non nota. La donna, trattata con terapia fibrinolitica endovenosa, è stata ricoverata in Stroke unit di Neurologia, reparto diretto da Marco Vista.
Grazie alla terapia e alle cure dei sanitari, le sue condizioni sono progressivamente migliorate e anche i controlli ginecologici non hanno evidenziato complicanze per il feto.
Dopo ulteriori accertamenti cardiologici al San Luca e all’Opa di Massa e l’avvio della riabilitazione, al settimo mese la donna ha dato alla luce il suo bambino con parto cesareo, senza ulteriori problemi per madre e figlio.
Cos'è l'ictus ischemico
L'Ictus ischemico, ricorda l'Asl Nord ovest, è una patologia tempo‑dipendente: la fibrinolisi, quando indicata, deve essere somministrata entro poche ore dall’esordio per limitare il danno cerebrale e le disabilità. Anche in gravidanza – situazione clinica complessa e rara (da 20 a 40 casi ogni 100.000 gravidanze) – le linee guida internazionali prevedono di considerare la terapia. I benefici del ripristino del flusso cerebrale possono infatti superare il rischio emorragico materno, offrendo chance concrete di recupero e tutela del proseguimento della gravidanza.
L'azienda sanitaria ricorda infine ai cittadini l’importanza di riconoscere subito i sintomi dell’ictus, come asimmetria del volto, debolezza a un arto, difficoltà a parlare e raccomanda di chiamare immediatamente il 112 in caso di comparsa dei sintomi.