Cronaca

Operaio preso a botte per aver chiesto lo stipendio

Doveva avere più di 2.000 euro e gliene venivano offerti 300. Calci e pugni alle rimostranze del lavoratore, poi finito in ospedale

Foto d'archivio

Voleva il suo stipendio, anche perché non lo riceveva da un paio di mesi. Così è andato dal titolare della ditta operante nel settore nautico e ha chiesto i suoi 2.200. Gliene sono stati offerti 300, e le sue rimostranze sono state accolte con calci e pugni che l'hanno fatto finire in ospedale.

Teatro dei fatti Massa, il primo Giugno scorso, e il racconto arriva dalla Cgil. Protagonista un lavoratore di 49 anni soccorso per contusioni multiple: in pronto soccorso ha ricevuto una prognosi di 7 giorni.

Secondo la ricostruzione del sindacato confederale apuano, non è la prima volta che l'organismo riceve denunce circa condizioni di sfruttamento, specie in certi comparti come quello nautico in cui di frequente si ricorre ad appalti e subappalti.

L'episodio ha ricevuto una condanna senza appello dalla Regione, col presidente Eugenio Giani e l'assessore al lavoro Alberto Lenzi: “Chiunque si renda autore di violenze su un lavoratore che chiede legittimamente di vedere pagato il proprio stipendio va condannato pesantemente e non merita di essere definito imprenditore”, sono le loro parole.

E aggiungono: “Occorre una riflessione seria da parte del mondo delle imprese e dei diversi livelli istituzionali sui meccanismi distorsivi generati dal sistema degli appalti e dei subappalti e sui fenomeni di sfruttamento lavorativo”.

"Il caso di violenza che si è verificato a Massa non è purtroppo un fatto isolato in Toscana - affermano -, come si riscontra dalle cronache, e troppe volte negli ultimi tempi abbiamo assistito a episodi che hanno calpestato duramente la dignità e la civiltà del lavoro”.