Quello che doveva essere un incontro di routine dedicato al monitoraggio dell’accordo quadro su Piombino è diventato un punto di rottura da parte di Metinvest, che ha confermato la scelta maturata all'interno del proprio Cda di ridurre la disponibilità all'investimento a un massimo del 15% anziché del 75% come indicato inizialmente.
Un annuncio fatto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha rilasciato una nota ufficiale al termine del vertice. "Metinvest, pur confermando la volontà di proseguire le attività di progettazione e il percorso autorizzativo per la nuova acciaieria, ha comunicato di aver avviato interlocuzioni per l’ingresso di partner industriali e finanziari nel progetto di Piombino - si legge - le conseguenze dell’invasione russa sugli impianti del gruppo in Ucraina gli impediscono infatti, in questa fase, di guidare un progetto di tale portata".
E mentre l'azienda ha indicato un termine massimo di otto settimane per valutare le diverse opzioni e assumere una decisione, il Ministero chiede di rispettare i tempi e il presidente della Toscana Eugenio Giani invita a velocizzare.
"Circa l'assenza del parere regionale propedeutico alla nomina del commissario del progetto Metinvest, bisogna precisare che l'accordo politico raggiunto quest’estate tra ministro, presidente della Regione e sindaco di Piombino prevedeva la contestualità delle due nomine, ivi compresa quindi il commissario per i lavori del porto di Piombino, e quindi la convocazione di un incontro a Roma al quale come presidente della Regione avrei ovviamente portato anche il parere favorevole della Regione - ha spiegato Giani - quell'incontro non è mai avvenuto, mentre le esigenze di dare continuità alle opere nel porto sono ormai indifferibili ed iniziano a configurare delle responsabilità politiche".
"Il progetto per Piombino resta di ordine strategico per la Toscana e l’Italia - ha aggiunto Valerio Fabiani, consigliere di Giani per lavoro e crisi aziendali - occorre valutare l’opportunità dell’intervento diretto dello Stato nella governance, così da accompagnare gli investitori privati, che servirebbe sia a salvaguardare le ingenti risorse pubbliche rese disponibili e anche a garanzia del progetto".