Cronaca

Attacchi a studentessa palestinese, l'Università denuncia

Commenti discriminatori sulla pagina Facebook dell'Ateneo: "Frasi oscurate, valutiamo il ricorso alle vie legali per tutelare la studentessa"

Il Rettorato dell'Università di Pisa

L'annuncio dell'accoglienza, da parte dell'Università di Pisa, di una nuova studentessa palestinese, arrivata da Gaza grazie alla mobilitazione del settimanale L'Espresso, con cui quest'ultima ha collaborato per raccontare quanto sta accadendo nella Striscia, ha attirato sui social commenti offensivi e discriminatori.

Tant'è che l'Ateneo pisano non solo ha espresso solidarietà alla giovane donna, che proseguirà il suo percorso di studi nella laurea magistrale in Scienze per la pace, ma valuta anche di procedere per vie legali.

"Il confronto e il diritto di critica sono parte essenziale della vita universitaria e del dibattito pubblico - hanno scritto in una nota dall'Ateneo - ma non possono diventare un pretesto per colpire la dignità delle persone. I commenti offensivi e lesivi della dignità saranno oscurati. L’Università sta inoltre valutando il ricorso alle vie legali a tutela della studentessa e della propria comunità".

La condanna dell’Ateneo riguarda anche gli attacchi denigratori rivolti al corso di laurea in Scienze per la pace, che offendono il lavoro di chi vi insegna, vi svolge ricerca e vi studia. "L’Università di Pisa rivendica con orgoglio questa esperienza, avviata nel 2001 e inserita nella tradizione dei Peace Studies, un ambito di studi riconosciuto a livello internazionale - hanno concluso - un percorso che ha posto Pisa all’avanguardia in Italia e che trova ulteriore riconoscimento nel coordinamento della Rete delle Università per la Pace affidato all’Ateneo e nel suo ruolo nella creazione del dottorato nazionale in Peace Studies. È un impegno scientifico e formativo che l’Università considera parte della propria responsabilità pubblica e che ha scelto di affermare anche attraverso la modifica al proprio Statuto che nel Gennaio 2025 ha inserito un esplicito riferimento alla pace".