Un terreno argilloso e sabbioso, particolarmente soffice e in grado di assorbire almeno in parte le onde sismiche, è il segreto della Torre di Pisa che stamani ha resistito senza fare una piega alla scossa di terremoto di magnitudo 4.3 registrata a margine della città e avvertita in tutta l'alta Toscana.
Il principio che governa la resilienza del campanile pendente è quello dell'interazione dinamica terreno-struttura. Il suolo si comporta come una sorta di isolatore sismico naturale.
Stamattina, dopo il tremar della terra alle 10,15, le visite sono state sospese brevemente dall'Opera della Primaziale Pisana per precauzione. Questione di poco, poi l'accesso è stato riaperto perché le verifiche hanno escluso criticità.
Pendente ma resiliente: cosa dice la scienza
Pende e resiste ormai da secoli, la Torre di Pisa, e la sua capacità è un fenomeno che da sempre desta la curiosità degli scienziati. Un recente studio dell'Università Roma Tre, coordinato dal professor Camillo Nuti a capo di un team di studiosi italiani e internazionali, ha dimostrato proprio il terreno che nel tempo ha indotto l'iconica inclinazione sarebbe in realtà la risorsa difensiva del campanile rispetto ai terremoti.
Il monumento, infatti, non entra in risonanza col sisma ma scarica l'energia lungo il suo asse di pendenza, il che riduce il rischio di collasso.
La ricerca è stata presentata nel 2018 alla Conferenza internazionale di Ingegneria sismica, ed ha dimostrato come questo particolare comportamento abbia consentito al monumento di superare almeno 4 forti terremoti a partire dal 1280.
Certo ciò non rende la Torre indistruttibile, ma sta di fatto che dall'evento di oggi è uscita di nuovo in perfetta forma. Il monumento è attualmente sottoposto a un sistema permanente di monitoraggio. Gli ultimi interventi di consolidamento, che si sono conclusi nel 2001, ne hanno ridotto e stabilizzato l'inclinazione.