Una sanzione amministrativa da 460mila euro è stata irrogata a Piaggio dal Garante della privacy: l'Autorità di tutela dei dati personali ha contestato all'azienda accessi alla posta elettronica aziendale di due ex dipendenti, in violazione della normativa vigente sulla privacy che sulle caselle email aziendali si esprime con specifiche disposizioni.
La notizia è stata diffusa in una nota sul portale del Garante stesso. L'istruttoria è scattata sulla scorta di reclami da parte dei due ex dipendenti: "E' emerso che la società aveva effettuato accessi alle loro email aziendali, nel corso del rapporto di lavoro, acquisendo in totale 112 email, al fine di verificare la fondatezza di presunti comportamenti illeciti. In alcuni casi le email acquisite risalivano addirittura a circa due anni prima che la società maturasse tale sospetto".
La condotta sarebbe risultata niente affatto sporadica: "Un monitoraggio reso possibile dalla sistematica raccolta e conservazione dei dati relativi alla posta elettronica, effettuate da Piaggio mediante backup per tutta la durata del rapporto di lavoro e fino a 5 anni dopo la cessazione, nonché dei relativi log, per un periodo di 6 mesi, in violazione dei principi del Gdpr e in assenza delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori".
L'Autorità si è espressa anche sui tempi di mantenimento delle email aziendali e dei log di accesso, giudicandoli "eccessivi" e rilevando perciò "criticità" e "carenze nelle informazioni fornite ai dipendenti sulle finalità e sulle basi giuridiche del trattamento". A Piaggio è stata anche contestata la mancata risposta alle richieste di esercizio dei diritti degli ex dipendenti relative alla conferma della disattivazione degli account.
"Nel dichiarare illecito il trattamento dei dati personali relativi alla posta elettronica aziendale - si conclude la nota dell'Autorità - il Garante ha vietato a Piaggio l’accesso ai dati raccolti e conservati sui propri sistemi e ha irrogato una sanzione amministrativa".