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Vespa, 80 anni di storia su due ruote

Dal 1946 è lo scooter di casa Piaggio è il simbolo dello stile di vita italiano. Inaugurata la mostra con 6 artisti di strada

Il referendum del 2 Giugno che ha sancito la nascita della Repubblica e il primo voto delle donne, la prima assemblea dell'Onu e la nascita della Vespa. Il 1946 è un anno di svolta nella storia politica ma anche in quella culturale, di costume e della mobilità. Una data, quella del 23 Aprile 1946, indelebile per Pontedera e per gli stabilimenti Piaggio in cui la mitica due ruote, che ha affascinato intere generazioni, creata dalla mente geniale dell'ingegnere Corradino d'Ascanio e realizzata dalle decine e decine di operai che vi lavoravano, si è presentata in società.

Così il buon compleanno dello scooter che ha attraversato epoche, nazioni e continenti, è stato festeggiato al Museo Piaggio con l'inaugurazione, negli spazi esterni della Fondazione Piaggio di un intervento collettivo che ha unito memoria industriale e linguaggi urbani contemporanei. In occasione degli 80 anni della Vespa e dei 20 milioni di esemplari prodotti da quell'intuizione industriale leggendaria, sei artisti toscani della scena graffiti e della street art sono stati invitati a realizzare dal vivo altrettante opere di grande formato (2x3 metri), utilizzando spray e stencil come strumenti espressivi privilegiati.

Danmariti, LDB, Umberto Staila, Skim, Freddy Pills e Forma hanno interpretato, ciascuno con il proprio stile, l’icona Vespa. Le opere, visitabili fino al 30 Giugno, nate in situ e in dialogo diretto con l’architettura e la storia del luogo, giocano sulla relazione dinamica tra patrimonio, identità e contemporaneità: un confronto artistico tra passato e presente. "In questo contesto, la Vespa diventa icona narrativa e pretesto visivo per indagare temi come il movimento, la libertà e il design. È stata una scelta coraggiosa della Fondazione - ha dichiarato il curatore della mostra Filippo Lotti - quella di rendere omaggio in questo modo alla Vespa, a dimostrazione che la Vespa è giovane. Nata come testimonianza di rinascita, porta in sé la libertà e il futuro. E quando diciamo che il suo spirito è pop, non dimentichiamoci che pop è popolare, un patrimonio di tutti".

A documentare la performance artistica, un video realizzato da Slava Viacheslav Zakharov che restituisce la dimensione temporale e processuale del progetto, offrendo uno sguardo immersivo e dinamico sulla realizzazione delle opere. "Il 23 Aprile è una data importantissima per l'azienda Piaggio - ha ribadito il presidente della Fondazione Riccardo Costagliola - e per tutto il Paese perché Vespa è una stratificazione di storia, cultura, intelligenza e creatività. E in prospettiva avrà ancora tanti altri successi da collezionare. Del resto Vespa è un oggetto del tempo che sa interpretare le tendenze e il gusto. Le opere che rimarranno nella nostra collezione sono una dimostrazione concreta che quando gli italiani fanno le cose le fanno bene".

E il risultato è una narrazione colorata che celebra una protagonista di tecnologia, design e di spensieratezza. "Vespa - ha aggiunto il presidente della Regione Eugenio Giani, arrivato in sella a un modello rosso fiammante - è il logo della storia e del futuro. Ha saputo parlare al mondo e questi luoghi da industriali sono diventati espressione di cultura. In questo giorno voglio ringraziare la famiglia Colaninno e ricordare Giovannino Agnelli, grande industriale. Ci conoscemmo nel 1994, quando ero assessore alla mobilità del Comune di Firenze e proprio da noi venne a presentare lo Zip bimodale che già strizzava l'occhio all'elettrico. Lui aveva la capacità di guardare lontano e la Vespa le stesse doti di intrepretari i periodi storici".

La storia della Vespa è insomma una storia di rinascita dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale ma anche dell'entusiasmo degli anni Sessanti fino ad oggi che continua ad affascinare e a evocare quella sensazione di leggerezza, del vento tra i capelli, del tempo libero. "E se Vespa è sempre stata, dagli esordi - ha concluso il sindaco Matteo Franconi - segno di libertà che sia anche segnale di auspicio per la pace. Grazie ai tanti uomini e alle tante donne che hanno dato forma, negli anni, ai modelli di Corradino d'Ascanio".