Attualità

8 Marzo, i sindaci eliminano la tampon tax

In attesa della legge nazionale, molti sindaci toscani hanno azzerato l'Iva del 22% sul costo degli assorbenti in vendita nelle farmacie comunali

Arriva l'8 Marzo, festa della donna, e molti sindaci toscani decidono di eliminare la cosiddetta tampon tax, ovvero l'Iva al 22% sulle confezioni di assorbenti igienici in vendita nelle farmacie comunali. La norma nazionale si fa aspettare e quindi le amministrazioni comunali hanno preso la decisione per conto proprio. Stiamo parlando dei Comuni di Pontassieve, Viareggi, San Miniato, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Valdarno e Santa Croce sull'Arno.

"Abbiamo potuto farlo perchè la farmacia è di proprietà del Comune e quindi ci dà la possibilità di fare politiche dei prezzi autonome" ha spiegato la sindaca Marini.

"La decisione di eliminare la tampon tax giova alle famiglie monoreddito ma soprattutto che sottolinea una sensibilità verso il mondo femminile che non si limita a parole spese in occasioni particolari e due giorni all'anno" ha dichiarato la vicesindaca di Viareggio Federica Maineri.

In realtà le farmacie comunali continuano a versare l'Iva ma sono i Comuni che la pagheranno al posto delle clienti. Attualmente infatti la legge italiana prevede una tassazione agevolata solo per i beni considerati essenziali e imprescindibili mentre gli assorbenti femminili sono considerati beni di lusso con l'Iva al 22%. Eppure esiste una direttiva del Consiglio europeo che stabilisce che i prodotti di protezione per l'igiene femminile possono essere assoggettati alle aliquote ridotte e in buona parte dei Paesi europei l'Iva è stata ridotta al 5 o al 6 % se non abolita.

"Pensiamo che le istituzioni debbano lavorare per abolire il tabù delle mestruazioni e questa è un'ottima occasione - hanno commentato i sindaci Simone Giglioli, Alessio Spinelli, Gabriele Toti, Giovanni Capecchi e Giulia Deidda - L'Iva sugli assorbenti come se fossero prodotti di lusso è un'offesa a tutte le donne, non ha senso, va cambiata".