Cronaca

Rissa fra 30 detenuti, caos in carcere

Intervento massiccio della polizia penitenziaria per riportare la calma all'interno della struttura. Alcuni detenuti sono rimasti feriti

L'ingresso del carcere di Porto Azzurro

Circa 30 detenuti sarebbero stati coinvolti in una violenta colluttazione avvenuta nel pomeriggio di ieri in un reparto aperto del carcere di Porto Azzurro.  Alcuni detenuti sono rimasti feriti, fortunatamente in modo non grave. Per riportare la situazione sotto controllo è stato necessario l’intervento massiccio della polizia penitenziaria, compreso personale libero dal servizio. 

In base alle informazioni raccolte, durante i disordini alcuni detenuti avrebbero utilizzato delle bombolette di gas da campeggio, utilizzate per i fornelli, provocando tre fiammate di notevoli dimensioni, mente altri reclusi avrebbero tentato di lanciare olio bollente contro due detenuti.

Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe torna a chiedere interventi immediati all’amministrazione penitenziaria. “La situazione, per il numero delle persone coinvolte e per la difficoltà di gestione, avrebbe potuto degenerare rapidamente" scrive il sindacato aggiungendo che durante i successivi controlli all'interno del carcere sono stati trovati "Numerosi oggetti non consentiti e potenzialmente utilizzabili come strumenti atti ad offendere".

“Non siamo più di fronte a episodi isolati – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe – ma a una situazione che presenta caratteristiche di vera emergenza. A Porto Azzurro la violenza nei reparti si ripete con una frequenza allarmante e continua a mettere sotto pressione donne e uomini della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno sono chiamati a garantire ordine e sicurezza in condizioni operative sempre più difficili".

Una situazione su cui pesa anche il sovraffollamento nella struttura, che ad oggi ospita 414 detenuti a fronte di una capienza di 334.

“Quello che è accaduto ieri - aggiunge Pasquale Amato, dirigente Sappe di Porto Azzurro - è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Circa trenta detenuti coinvolti in una colluttazione all’interno di un reparto aperto rappresentano una situazione di estrema gravità. Il personale ha dimostrato ancora una volta una professionalità straordinaria, intervenendo per contenere la sommossa e impedire che la situazione degenerasse ulteriormente”.