Si sono concluse le indagini nei confronti di 21 indagati ritenuti coinvolti in episodi di estorsione avvenuti nel 2025 tra i detenuti del carcere La Dogaia di Prato. Lo rende noto la Procura.
Le indagini, spiega una nota, avrebbero ricostruito due episodi estorsivi nei confronti di detenuti "costretti con la violenza fisica e le minacce" a "introdurre droga recuperata durante la fruizione di permessi", oltre a due aggressioni da parte di detenuti nei confronti di altri ristretti e altri episodi volti a introdurre stupefacente, oltre che al rientro dai permessi anche a mezzo di pacchi postali, colloqui con familiari, o occultamento di ovuli. Condotte, questa la ricostruzione della Procura "finalizzate alla vendita all'interno di più sezioni della struttura carceraria pratese".
Nell'ambito di altro filone investigativo, definito con esercizio dell'azione penale, sono state emesse cinque sentenze di condanna nei confronti di detenuti risultati disporre abusivamente di telefoni cellulari all'interno del carcere.
E' invece già in corso il dibattimento in merito a due presunti episodi di violenza sessuale avvenuti tra le mura del carcere nel Gennaio 2020 e nel Settembre 2023 ai danni di due detenuti da parte di compagni di cella.
La procura pratese ha reso poi noto che è stata individuata la causa della morte di un detenuto di 32 anni, avvenuta il 5 Agosto 2026 all'interno di una camera di pernottamento della settima sezione della casa circondariale La Dogaia di Prato in seguito a una colluttazione. Secondo quanto emerso dalla consulenza autoptica sul corpo dell'uomo, la causa della morte sarebbe da attribuire "a shock emorragico da rottura traumatica del fegato eziologicamente connessa ad attività di violenza". Tre detenuti, compagni di cella della vittima, sono indagati per omicidio preterintenzionale.
"Gli episodi delittuosi in questione - si legge nella nota della Procura- si inseriscono in un contesto di diffusività di condotte criminose in seno alla struttura carceraria, caratterizzata da un progressivo sovraffollamento".
Intanto, tra le mura del carcere, proseguono i sequestri di cellulari e stupefacenti.