Sarebbero entrati di soppiatto nel magazzino della loro ditta in fase di liquidazione giudiziaria per sottrarre migliaia e migliaia di capi di abbigliamento a disposizione dei creditori per rimetterli in vendita e continuare a fare affari.
Questo è quanto ricostruito dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Prato, che hanno richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari di porre agli arresti domiciliari, con tanto di braccialetto elettronico, una donna e un uomo di 51 e 52 anni, entrambi di nazionalità cinese.
I due sono ritenuti responsabili di bancarotta fraudolenta distrattiva per aver sottratto al sequestro giudiziale circa diecimila capi d'abbigliamento, tutti muniti di un marchio conosciuto sul mercato.
"In particolare - si legge nella nota firmata dal procuratore Luca Tescaroli - dopo non avere consegnato le scritture contabili e aver infranto i sigilli a più riprese mentre era in corso una procedura concorsuale derivante dalla contestazione di reati di bancarotta fraudolenta, hanno fatto ingresso nei magazzini ove detto ingente quantitativo di merce era conservato a disposizione della massa dei creditori e lo hanno sottratto nella prospettiva di continuare l’attività".
Come specificato dalla Procura, le due misure cautelari sono state eseguite dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Prato.