Attualità

La musica come cura

Il progetto dell’ospedale Santo Stefano ha l'obiettivo di favorire il benessere della persona nel percorso di cura

La musica può avere effetti terapeutici sul cervello e sul corpo. E da questo presupposto prende il via il progetto dell’ospedale Santo Stefano di Prato, nato con l'obiettivo di favorire il benessere della persona nel percorso di cura.

Il progetto, dal titolo “Consonanze - La musica come ponte fra corpo e anima” propone una serie di incontri, il primo dei quali si è svolto nei giorni scorsi nella Sala Multiculto dell’ospedale, alla presenza di pazienti, familiari e professionisti sanitari. 

Ad aprire il pomeriggio musicale sono state le ideatrici del progetto: la musicista Silvia Coveri, al flauto, e la dottoressa Elisa Scatena, direttrice della struttura di Ostetricia e Ginecologia, al pianoforte.

L’appuntamento ha registrato una significativa partecipazione e un riscontro molto positivo da parte dei presenti, che hanno espresso apprezzamento e benessere durante l’ascolto delle musiche di Bloch, Boulanger, Fauré, Piazzolla, Morricone e Gardel.

Gli incontri, a cadenza bimestrale e trimestrale, coinvolgeranno diversi musicisti e sono rivolti ai degenti, ai loro familiari e al personale sanitario. 

"L’intento - spiega l'Asl centro in una nota- è di creare, all’interno del contesto ospedaliero, uno spazio di ascolto e condivisione che permetta alla persona di ritrovare momenti di serenità e relazione al di là della patologia, coinvolgendo al tempo stesso anche il personale sanitario, attraverso il linguaggio universale della musica. L’ascolto musicale diventa così un modo diverso di prendersi cura delle persone, attraverso brevi esecuzioni di facile ascolto e forte impatto emotivo, accompagnate da racconti e curiosità sui compositori e sui brani proposti".

Il progetto è sostenuto dalla Direzione sanitaria di presidio e dalla Direzione infermieristica, che hanno accolto, promosso e favorito l’iniziativa.