Cronaca

Lavorano in nero e senza sosta, arrestato un imprenditore

La denuncia di una lavoratrice, che sarebbe stata picchiata, ha fatto scattare le indagini. Alcuni operai erano privi anche del permesso di soggiorno

Un imprenditore, di nazionalità cinese, è stato posto agli arresti domiciliari dal giudice per le indagini preliminari, con tanto di braccialetto elettronico, in quanto accusato dagli inquirenti della Procura di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e impiego di manodopera priva di permesso di soggiorno.

Un quadro a tinte fosche quello dipinto dalla Procura di Prato, che ha messo sotto la lente d'ingrandimento un'impresa di confezionamento di abbigliamento, che sarebbe stata fittiziamente intestata a un'altra persona.

Come spiegato dagli inquirenti, all'interno dell'azienda sono stati ritrovati ben 16 lavoratori privi di contratto, tra i quali 12 anche senza permesso di soggiorno. Non solo, perché i lavoratori sarebbero stati impiegati anche per 15 o 16 ore al giorno, talvolta per sette giorni alla settimana, venendo pagati a cottimo.

E ancora, 14 di questi lavoratori sarebbero stati ospitati all'interno di un dormitorio composto da otto camere da letto, suddivise da pannelli di cartongesso, con un solo bagno a disposizione e "in condizioni di estremo degrado", hanno puntualizzato dalla Procura.

A far scattare le indagini è stata la denuncia di una lavoratrice, che sarebbe stata aggredita proprio dall'imprenditore, il quale le avrebbe scagliato contro un ventilatore. Ferita al petto, alla testa e alle gambe, la donna si è recata in ospedale, con lesioni giudicate guaribili in 25 giorni. La violenza, secondo quanto denunciato dalla lavoratrice, sarebbe esplosa dopo aver contestato il mancato pagamento del suo stipendio.

Per i lavoratori, che hanno contribuito alle indagini, sono state avviate delle forme di protezione, con l'applicazione di permesso di soggiorno per motivi di giustizia, assistenza economica e alloggiativa.