Cronaca

Sequestrati 20mila chili di pesce non tracciato

In un deposito la Guardia Costiera ha individuato gamberi, gronghi e acciughe senza etichette. Per carenze igieniche l'Asl ha sospeso l'attività

Carenze sulla documentazione e sulle condizioni igienico-sanitarie hanno portato al sequestro di 20mila chili di pescato e, contestualmente, alla sospensione delle attività di vendita in un deposito di stoccaggio di alimenti di una società di importazione di Prato.

Nello specifico, gli ispettori della Guardia Costiera di Livorno, insieme ai funzionari dell'Aziend Usl Toscana centro, hanno eseguito un'ispezione nel deposito gestito da cittadini extracomunitari. 

Come riportato dalla Guardia Costiera, il titolare dell'azienda non avrebbe saputo fornire agli ispettori sufficiente documentazione di tracciabilità della merce detenuta nelle celle di stoccaggio. Dove, appunto, è stata scoperta la presenza di circa 20 tonnellate di gamberi, gronghi e acciughe con certificazioni ed etichettatura non conformi alla normativa europea. Diversi alimenti, inoltre, sono risultati privi di qualsiasi documento attestante la provenienza e mal conservati.

Inoltre, il personale sanitario, per le carenze igienico-sanitarie riscontrate ai locali di stoccaggio degli alimenti, ha disposto la chiusura immediata e la sospensione totale dell’attività di importazione e vendita fino al ripristino delle condizioni di idoneità alla detenzione e al commercio.

La merce risultata non idonea al consumo è stata sottoposta a sequestro amministrativo e destinata allo smaltimento, mentre sono state inflitte sanzioni amministrative per un totale di 4mila euro.