La truffa del finto carabiniere prende di mira anche i compro oro. A mettere in guardia da questo ormai consolidato modus operandi è la questura di Lucca che proprio ieri ha organizzato un incontro con gli esercenti al fine di illustrare loro le nove tecniche di truffa messe in atto da chi si agisce spacciandosi per appartenente alle forze dell’ordine
Proprio nelle ultime settimane, questi avrebbero indirizzato la loro attenzione verso i compro oro, adattando la tecnica sinora utilizzata con gli anziani.
Anche in questo caso, tutto inizia con un contatto telefonico: i truffatori chiamano i negozi e presentandosi come poliziotto o carabiniere comunicano di avere tratto in arresto dei rapinatori trovati in possesso di documenti che dimostrerebbero che la refurtiva è stata portata proprio in quel negozio.
Quindi scatta la richiesta: invitano l’esercente a mettere tutto l’oro in una scatola da consegnare a un carabiniere\poliziotto che si recherà nell’attività, preleverà gli oggetti e li porterà dal magistrato di turno al fine di verificare se trattasi della refurtiva della rapina.
Non solo: durante la telefonata è possibile che i truffatori cerchino anche di capire quante persone sono presenti l’attività e, successivamente, contattino tutti sul cellulare in modo che non possano interagire tra loro o con altre persone. Nel frattempo in negozio arriva il finto carabiniere/poliziotto che ritira i preziosi e la truffa è servita.
La questura invita a tenere alta la guardia: la Polizia di Stato e le altre Forze dell'Ordine non chiedono mai denaro e non mandano nessuno a casa o in negozio a ritirare contanti o gioielli.