Grossi flussi di denaro trasferiti all'estero in piccole somme per bypassare i controlli antiriciclaggio e compravendite di preziosi senza segnalazioni di operazioni sospette: la guardia di finanza del comando provinciale di Pisa ha scoperto le violazioni in un money transfer e in un compro oro del territorio.
Nel primo caso i contanti venivano indirizzati in Paesi terzi - soprattutto Bangladesh, Pakistan e Marocco - attraverso tecniche di frazionamento degli importi da trasferire (il cosiddetto smurfing). In questo modo venivano aggirati i blocchi automatici istituiti per evitare l’invio di importi superiori alla soglia di legge.
Ma i controlli antiriciclaggio sono stati estesi anche nel settore del mercato dei preziosi. Una 50enne italiana, titolare di un compro oro, ha ricevuto contestazioni per aver violato l'obbligo di segnalazione di operazioni sospette per molte compravendite di metallo prezioso, eludendo inoltre la normativa sulla tracciabilità delle cessioni dei preziosi. Rischia una sanzione amministrativa fino a 50mila euro.